Ticino
Collettivi in piazza a Bellinzona per dire «no» alla violenza di genere
Red. Online
29.07.2026 19:38

Foto: Ticinonews
Malgrado le dimissioni del consigliere di Stato Claudio Zali, il presidio organizzato dal Collettivo Io l'8 ogni giorno si è tenuto ugualmente - Lepori Sergi: «Quanto abbiamo sentito in questi giorni sono esternazioni particolarmente gravi, provenienti da qualcuno che faceva parte del Governo»
Sono circa un centinaio le
persone che si sono date appuntamento questa sera in Piazza Governo a
Bellinzona per prendere parte al presidio pubblico organizzato dal Collettivo
«Io l'8 ogni giorno». Lo scopo originale della manifestazione era chiedere
le dimissioni del «ministro» Claudio Zali. Dimissioni che sono giunte nella
giornata di oggi. Nonostante ciò, la manifestazione si è tenuta ugualmente. «Sì, perché
noi riteniamo che quella fosse una delle questioni che si ponevano, ma l’aspetto
che a noi preme di più è proprio quello della violenza contro le donne»,
afferma ai microfoni di Ticinonews Angelica Lepori Sergi del Collettivo Io l’8
giorno. «Quanto abbiamo sentito in questi giorni sono esternazioni
particolarmente gravi, provenienti da qualcuno che faceva parte del Governo.
Abbiamo sentito lo stesso Governo dire: «La violenza non è
accettabile» e riteniamo che a queste parole debbano seguire i fatti».
«Non si può banalizzare»
In Ticino – ricorda Lepori Sergi – nel 2026
abbiamo già visto tre femminicidi «e sappiamo che il fenomeno della violenza è
molto più diffuso in altri ambiti. Riteniamo quindi sia importante, adesso,
che tutta questa storia possa finalmente servire per mettere in campo una
politica di protezione delle donne e di prevenzione della violenza di genere». In alcune sue
dichiarazioni odierne Zali, ha parlato di «solo» violenza verbale. «Tali
espressioni sono anche una forma di banalizzazione. È un meccanismo abbastanza
frequente: si tende a minimizzare, oppure giustificare. «Ero nervoso». Ecco,
crediamo che tutto questo sia inaccettabile: niente giustifica la violenza e
niente può essere banalizzato».
L'auspicio
Si sono mossi i collettivi, si è mossa la
popolazione, ma si è mosso anche il Gran Consiglio. Al presidio di stasera
erano presenti infatti anche alcuni deputati di partiti minori. «L'idea di mobilitarsi
contro la violenza di genere è fondamentale», rileva il granconsigliere Mps
Matteo Pronzini. «Noi come movimento avevamo già sollevato nel 2025 il problema
di questi comportamenti da parte di Claudio Zali, con un'interpellanza che il
Gran Consiglio, l'Ufficio presidenziale, non aveva voluto discutere. E l’Esecutivo,
a distanza di oltre un anno, non ha dato una risposta. I segnali che qualcosa
da approfondire c’era non mancavano, purtroppo i partiti che governano non hanno
voluto aprire gli occhi». L’auspicio «è che il Consiglio di Stato metta a
disposizione le risorse necessarie per combattere la violenza di genere,
perché dobbiamo fare in modo che non sia più accettata in nessun modo».

