Cassa malati
"Con l'iniziativa Plr si rischia di diventare ancora più dipendenti dalle soglie fissate dal Cantone"
Redazione
05.03.2025 11:14

Mauro Dell’Ambrogio, presidente del CdA del Gruppo Ospedaliero Moncucco, avanza alcuni dubbi sulla proposta del liberali. "Non vi è alcuna dimostrazione che un pilotaggio sia efficace o equo".
Continua a far discutere la proposta del PLR per cercare di
ridurre i premi di cassa malati. L’ipotesi, avanzata per ora sottoforma di interpellanza, parte dal fatto che in Ticino vengono erogati 420 milioni di franchi per i
sussidi di cassa malati, fondi che, secondo il PLR, potrebbero essere usati in
maniera più efficiente. Come? Aumentando il grado di copertura del Cantone ai
costi ospedalieri stazionari, ora fissato al minimo di legge attuale, quindi al
55%. La restante parte (il 45%) è a carico dell’assicurazione malattia. Se quest'ultima ne
fosse, per quanto possibile, sgravata, i premi pagati dai cittadini
diminuirebbero e di conseguenza anche i beneficiari dei sussidi. La proposta, però, coinvolge, anche gli ospedali. Per loro, secondo Mauro Dell’Ambrogio, presidente
del CdA del Gruppo Ospedaliero Moncucco, cambierebbe poco o niente. Se non
fosse che il Cantone, con dei mandati di prestazione, "afferma: 'paghiamo solo fino a una certa cifra'. E questo crea sempre molte
discussioni", afferma Dell'Ambrogio. "Si può capire, il principio è di dire che così non si è incentivati ad
ospedalizzare troppo". D’altra parte, però, "in questo modo si penalizzano gli ospedali, che hanno un aumento dell’attività, magari anche per ragioni di qualità,. Se con la modifica la parte del Cantone dovesse aumentare, di
due terzi o tre quarti, "gli ospedali diventerebbero ancora più dipendenti da questi
plafonamenti. Il rischio di incassare ancora meno su quel che si fattura
aumenterebbe".
"La dimostrazione finora non è molto felice"
Un plafonamento
che Dell’Ambrogio spera sparisca quando, nel 2028, entrerà in vigore il
finanziamento uniforme delle prestazioni. Il PLR, tra le altre cose, chiede al
Governo quanto sia disposto ad aumentare la sua partecipazione ai costi
ospedalieri stazionari per gli anni 2026 e 2027. Ponendo il caso di una
copertura del 95%– cioè 280 milioni dei contributi RIPAM – i premi potrebbero
essere ridotti del 14 o 15%, corrispondenti a 800 franchi in meno all’anno per ogni
assicurato. Inoltre, il Dipartimento della Sanità e della Socialità avrebbe
maggiore potere negoziale sugli ospedali e le cliniche, ad esempio permettendo
di ridurre ulteriormente i costi tramite contratti di prestazione più
selettivi. Per Dell’Ambrogio “dipende da che criteri si
adottano. La dimostrazione finora non è molto felice, perché questo sistema di
fissare dei limiti in base a quel che si è fatto negli anni precedenti,
favorisce chi perde pazienti e penalizza chi ne guadagna". Ciò "va proprio contro il
principio che vorrebbe la legge federale di incentivare una concorrenza basata
sulla qualità. È vero che aumenterebbe il potere del Cantone di pilotare la
domanda e l’offerta, ma finora non c’è stata una dimostrazione che questo
pilotaggio sia stato efficace o equo”.
Le altre proposte sul tavolo
Quanto all’altra
parte in causa, il Cantone, il Consiglio di Stato come da prassi risponderà in
sede parlamentare. Dopodiché, l’interpellanza potrebbe anche fare da base per un
controprogetto concreto alle iniziative di Lega e Partito Socialista. La prima
chiede la deducibilità totale dei premi dalla tassazione; la seconda, una soglia
massima pari al 10% del reddito.

