Ticino
Concentrazione di cloro inadeguata, 5 piscine non accessibili
Redazione
03.04.2025 11:44

È quanto è emerso dalle analisi eseguite dal Laboratorio cantonale. Le vasche potranno riaprire al pubblico una volta risolto il problema.
Una buona
qualità microbiologica dell’acqua, ma alcune criticità relative alla gestione
del sistema di disinfezione e dei sotto-prodotti della clorazione. È quanto è
emerso dalle ispezioni delle piscine accessibili al pubblico effettuate nel 2024
dal Laboratorio cantonale. In totale, sono state visitate 47 attività fra
stabilimenti balneari, ospedali e case di cura, strutture educative, centri
fitness/wellness e strutture di vacanza, per un totale di 82 vasche.
Cosa è emerso
Per quanto
riguarda gli esiti ispettivi, si è constatato che la grande maggioranza delle
attività visitate era in possesso del manuale di autocontrollo e disponeva di
impianti idonei. Le contestazioni più frequenti hanno riguardato in particolare
l’assenza di sistematicità nel protocollare i controlli giornalieri delle
vasche e l’aggiunta quotidiana di acqua fresca, così come l’assenza di
pianificazione di analisi chimiche nel corso della stagione. Solo il 2% dei
campi di valutazione è stato giudicato insufficiente.
La percentuale di cloro
Se da una
parte nella maggior parte delle vasche è stata rilevata una concentrazione di
cloro libero conforme (78%), in 4 casi (5%) le
non conformità sono state giudicate gravi. In tre di queste situazioni, due delle
quali riguardanti due vasche della stessa attività, il cloro libero in acqua è
risultato praticamente assente, rendendo dunque inefficace la disinfezione. Nel
quarto caso, la concentrazione di questa sostanza superava invece nettamente il
limite massimo previsto dalla legge. Queste irregolarità, si legge in un
comunicato, erano dovute a problemi tecnici, in particolare a malfunzionamenti
dell’impianto di disinfezione o degli apparecchi per il controllo quotidiano. Considerato che la sicurezza del bagnante non poteva essere
garantita e che le non conformità non potevano essere corrette immediatamente,
le piscine sono state chiuse al pubblico fino a risoluzione del problema.
Alcune misure da adottare
Per quanto
riguarda i sotto-prodotti della clorazione, in particolare l’analisi dei
trialometani (THM), sono stati rilevati due casi (5%) di superamento massiccio
per i quali si è reso necessario la chiusura delle piscine fino a risoluzione
della situazione. Oltre che alla corretta concentrazione del disinfettante e
alla regolare manutenzione dei filtri, “è importante che il responsabile
provveda ad aggiungere quotidianamente sufficiente acqua fresca in base al
numero dei bagnanti”. È altresì essenziale farsi
una doccia prima di entrare in piscina, in quanto le creme e l’eventuale sudore
influiscono in modo importante su questi composti.
Le procedure avviate
I risultati ispettivi e analitici non conformi sono stati
contestati alle aziende, richiedendo veloci azioni correttive. Per i casi nei
quali si è reso necessario l’intervento immediato limitando l’accesso dei
bagnanti alle piscine, oltre alla procedura amministrativa ne è stata avviata
anche una contravvenzionale nei confronti della persona responsabile.
Gli obblighi dei responsabili
Il Laboratorio cantonale ricorda che, a tutela della
salute dei bagnanti, l’acqua delle piscine accessibili al pubblico sottostà a
requisiti molto stringenti. La persona responsabile "deve provvedere affinché
siano rispettati i requisiti microbiologici, le concentrazioni massime di sostanze inquinanti o derivanti dalla disinfezione, e quelle dei
disinfettanti". Oltre a questo, "gli impianti di trattamento delle acque
devono essere approntati, gestiti o modificati conformemente alle regole
tecniche riconosciute".

