Ticino
Conclave, “Si cercherà una figura di sintesi tra le varie fazioni”
Redazione
08.05.2025 08:19

Con Ferruccio Pinotti, giornalista del Corriere della Sera, analizziamo il primo giorno del conclave, che si è concluso con una fumata nera.
Dopo l’extra omnes, la tradizionale formula latina
che significa “fuori tutti”, i 133 cardinali elettori si sono chiusi nella
Cappella Sistina per le operazioni di voto. Il primo scrutinio è terminato con
una fumata nera: significa che nessun cardinale ha ottenuto la maggioranza dei due terzi necessaria per
essere eletto papa. Per capire cosa aspettarci nei prossimi giorni, abbiamo
parlato con Ferruccio Pinotti, giornalista del Corriere della Sera, che con i
suoi libri si è occupato di questioni vaticane.
Si attendono le prime fumate. Fa strano pensare che gli
occhi sono posati su un comignolo in un'era dell’iper-tecnologia come quella a
cui siamo abituati…
“Si, è un rito antichissimo, pieno di significati simbolici.
Il conclave si è rinchiuso con il “fuori tutti”, cominciano dunque i giochi sui voti. Ci sono le
figure con maggiori chance, ma anche il confronto teologico sui temi caldi della
Chiesa, come gli omosessuali, l'immigrazione, l'ordinazione sacerdotale delle donne,
il loro ruolo nella Chiesa, la gestione dei conflitti. È dunque un conclave
estremamente importante, guardato da tutto il mondo con grande attenzione visto
che la Chiesa conta oltre 1 miliardo di fedeli”.
Cosa dobbiamo aspettarci da questo conclave?
“In questo conclave si combattono due tendenze. Da un lato
ci sono i progressisti, che vogliono proseguire il lavoro di apertura fatto da Francesco
(l'attenzione ai poveri, alle donne, la battaglia contro la pedofilia). Dall’altro
ci sono i conservatori, i quali ritengono che Francesco si sia spinto troppo in
là su alcune tematiche (come l'emigrazione, l'apertura agli omosessuali, i sacramenti)
e quindi vorrebbero un ritorno più conservatore e occidentale. L'impulso di Francesco
è stato invece marcatamente progressista e internazionale. Si cercherà dunque una
figura di sintesi, capace di raccogliere entrambe le fazioni, che a loro volta
si scompongono in sottofazioni e gruppi articolati. Trovare una figura che
rappresenti tutte queste tendenze, senza annullare il lavoro di Francesco, sarà
un impegno arduo”.
Lo possiamo definire un referendum sull'eredità di papa
Francesco?
“Si, perché dalla scelta del Pontefice si vedrà se la linea
della Chiesa sarà quella di continuare o no. Una figura come il segretario di stato
Parolin potrebbe garantire una sintesi in quanto è stato un fedele esecutore
della volontà operativa di Francesco. Ma è anche un grande diplomatico che ha coperto
incarichi importantissimi, come la cucitura delle relazioni diplomatiche tra
Messico e Santa Sede, in Venezuela e in Cina. Ed era una figura già cara a
Giovanni Paolo II e a Papa Ratzinger. Altre figure, invece, si pongono sul
fronte marcatamente conservatore, come il cardinale dell'Ungheria Erdő. Ci sono
poi figure ancora più vicine a Bergoglio, come il cardinale Zuppi, ma anche il
cardinale filippino Tagle. Non bisogna poi trascurare le candidature americane.
I candidati, tra quelli considerati papabili, non esprimono posizioni conservatrici
come si crede, ma piuttosto progressiste. Non ci sarebbe dunque da stupirsi se
un cardinale nordamericano fosse tra i prescelti, così come un asiatico. Tutta
questa geografia politica, fatta di gruppi cattolici o congregazioni di
appartenenza e fazioni, in queste ore si rimescoleranno alla ricerca di una
candidatura di sintesi”.
A suo avviso non c'è ancora un vero e proprio favorito?
“Stando ai bookmaker e quello che dice l'IA in questo
momento il candidato numero uno è Parolin, però nei suoi confronti si sono già
levate delle frecciate relative alla sua salute. Inoltre, potrebbero non
giovargli alcune simpatie espresse da ambienti massonici. Zuppi è un’altra
figura di qualità, così come ce ne sono altre. C'è un panorama sicuramente
articolato che consente scelte molto diverse. Sono anche possibili sorprese dell'ultimo
minuto”.
Per quanto riguarda le tempistiche, c'è qualche
indicazione che possiamo mettere sul tavolo?
“I pronostici su questo si dividono. C'è chi pensa che un confronto
sui grandi temi e sulla ricerca di una sintesi unitaria sia già avvenuta. La fumata
bianca potrebbe quindi pervenire anche in tempi brevi. Secondo altri analisti la
Chiesa vive un momento delicato ed è quindi importante un confronto tra fazioni
conservatrici. Ci sono già dei gruppi di nomi che vengono spinti dalle le varie
fazioni, bisogna vedere dopo i primi voti estratti su chi confluiscono. Spesso
i conclavi partono con dei favoriti e alla fine sono i voti a emergere”.

