Ticino
Costi ospedalieri, “iniziamo a ridurli per premi di cassa malati più bassi per tutti”
Redazione
14.04.2025 17:19

Foto: ©Chiara Zocchetti
Quattro deputati PLR interrogano il Consiglio di Stato in merito alle misure che intende adottare per contrastare l’aumento dei costi sanitari. “L’Esecutivo ritiene opportuno conferire un mandato a un esperto esterno per individuare le opzioni per ridurre consumo e offerta?”
In attesa dell’invio dei moduli
d’offerta agli ospedali pubblici e alle cliniche private del Cantone, “sarebbe
opportuno avviare un’analisi approfondita per valutare i possibili risparmi sui
costi stazionari ospedalieri, a cui andrà aggiunta una costante verifica di
possibili ulteriori contenimenti di costi nel settore ambulatoriale”. È quanto propongono in
un’interrogazione i granconsiglieri PLR Matteo Quadranti (primo firmatario),
Alessandro Speziali, Simona Genini e Natalia Ferrara. Tali risparmi, si legge
ancora, “dovrebbero derivare anche da un maggiore ricorso a cure ambulatoriali,
più moderne ed economicamente sostenibili se non proposte in eccesso”. Questo
processo “dovrebbe includere anche una razionalizzazione dei costi di gestione
di cliniche e ospedali”.
Le domande
Viene
quindi chiesto al Governo se dispone di dati aggiornati sul numero di ospedali
pubblici e privati presenti in ciascun cantone, nonché sul numero di strutture
chiuse negli ultimi tre anni. Si domanda anche all’Esecutivo se è a conoscenza
dello studio condotto a Friburgo volto a individuare margini di
efficienza nella gestione del modello ospedaliero cantonale “multisito”, simile
a quello attualmente in vigore in Ticino. Il Consiglio di Stato “ritiene utile
commissionare uno studio analogo anche per il contesto ticinese?”
"Quali misure si intende adottare?"
Gli
interroganti vogliono anche sapere sulla base di quali calcoli o studi è stato
stabilito che l’introduzione del modello EFAS comporterà un aumento dei costi a
carico del Cantone e se queste valutazioni si basano sull’attuale
configurazione del sistema ospedaliero. In che misura una razionalizzazione
della rete ospedaliera, con una concentrazione delle specializzazioni in due
centri (uno per il Sopraceneri e uno per il Sottoceneri), "potrebbe contribuire
a una riduzione dei costi?” Non finisce qui: viene anche
chiesto al Governo cantonale quali misure si intende adottare concretamente per
contrastare l’aumento dei costi sanitari e se l’Esecutivo ritiene utile o
opportuno conferire un mandato a un esperto esterno per individuare quali siano
le opzioni tecnicamente possibili per ridurre consumo e offerta sanitaria in
Ticino, “tenendo presente la necessità di garantire a tutti le cure necessarie
o sufficienti”.
Infine, in riferimento alla
risposta del DSS del 24 marzo 2025 all’interpellanza urgente dei liberali,
intitolata “Per una riduzione immediata ed equa dei premi di cassa malati”, si
chiede all’Esecutivo:
- Se intende effettuare una
valutazione, anche sommaria, dell’impatto del modello di Zugo sui premi e sui
sussidi RIPAM.
- Se, in base ai risultati di tale
valutazione, intende eventualmente proporre l’introduzione formale del modello
di Zugo per il Ticino, almeno per il 2027, impegnandosi a ottenere un
contenimento più efficace della spesa mediante i mandati di prestazione.
- Se intende proporre con urgenza
una modifica dell’art. 66e della LCAMal, al fine di attribuire al Gran
Consiglio la competenza di decidere annualmente la quota parte del contributo globale
destinato a coprire parte dei costi delle prestazioni di cura ospedaliera
previste dall’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, seguendo
il modello adottato dal Canton Zugo e sostenuto anche dall’Ordine dei medici
del Canton Ticino.

