Confine
Criminali in fuga a Campione, "non credo ci sia una concentrazione più alta"
Redazione
25.10.2022 19:08

Foto: © CdT/Gabriele Putzu
Sul lungolago dell'enclave un uomo espulso dalla Svizzera si è reso protagonista di un'aggressione. Il fatto ha sollevato una questione: Campione rischia di diventare un rifugio per criminali? Il capoufficio assistenza riabilitativa: "Il fenomeno riguarda tutta la fascia di confine".
Campione d’Italia, 16 ottobre. Sul lungolago dell’enclave
italiana avviene un’aggressione. Stando a quanto raccolto da Ticinonews, un
ragazzo ticinese stava avendo una discussione pacifica con la sua ex compagna
quando, improvvisamente, da un’auto è sceso un uomo e ha iniziato a prenderlo a
calci e pugni causandogli una frattura del naso e diverse escoriazioni curate
poi al pronto soccorso di Mendrisio. L’aggressore sarebbe uno dei cinque
condannati per l’omicidio di via Odescalchi a Chiasso, in cui venne ucciso un
35enne con un colpo di pistola. L’uomo è stato espulso dalla Svizzera, ma si
trova a Campione. L’enclave rischia quindi di diventare un rifugio per i criminali
espulsi dalla Svizzera? “Campione d’Italia è un’enclave all’interno del territorio
svizzero”, ha spiegato a Ticinonews Siva Steiner, capoufficio dell’Ufficio
dell’assistenza riabilitativa, “ma non credo che ci sia il rischio di avere una concentrazione più
alta di persone espulse dalla Svizzera. La vicinanza con il nostro Paese non è
tanto differente da quella di tanti altri comuni sulla fascia di confine”.
Un fenomeno che riguarda tutta la fascia di confine
I carabinieri di Campione non hanno voluto rilasciare
dichiarazioni su questo fenomeno, ma Steiner spiega che “riguarda molti comuni
sulla fascia di confine”. Il motivo è presto detto: “le persone che risiedevano
in Svizzera hanno degli affetti nel Paese, alcuni hanno una famiglia”. Quando
-a seguito di una condanna- vengono espulsi “tendono ad arrivare a vivere nei
comuni vicini alla frontiera per restare vicino ai propri familiari”, ha
spiegato Steiner.
“Facciamo prevenzione al rischio di recidiva”
Il
fenomeno è cresciuto in seguito all’approvazione dell’iniziativa popolare
federale “per l’attuazione dell’espulsione degli stranieri che commettono reati”,
la quale è entrata in vigore nel 2016. “Facciamo
prevenzione al rischio di recidiva”, ha affermato il capoufficio. “Ad un certo
punto della detenzione, come previsto dall’ordinamento svizzero, è possibile
che la persona possa essere rilasciata con la condizionale. A questo punto c’è
una differenza tra chi resta in Svizzera e chi va all’estero: chi resta all’interno
della Confederazione può essere seguito, gli altri no”, ha concluso Steiner.

