Ticino
Criminalità digitale: nel 2024 in aumento i reati e le cibertruffe
Redazione
03.04.2025 09:14

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Lo scorso anno la Sezione analisi tracce informatiche ha portato avanti 50 inchieste rispetto alle 28 del 2023.
Un leggero aumento dei
reati legati alla criminalità digitale (+7% rispetto all’anno precedente) e, in
particolare, un generale incremento delle cibertruffe (+34%). È quanto emerge dal
bilancio di attività 2024 della Sezione analisi tracce informatiche (SATI).
I numeri
Lo scorso anno la SATI ha portato avanti 50
inchieste (38 nel 2023), effettuato 52 (130) perquisizioni per altri servizi,
eseguito 1'121 (1'151) analisi informatico forensi, elaborato 53 (26) analisi
criminali operative e collaborato durante 29 (31) ricerche d’emergenza.
Aumento reati informatici: una tendenza a livello nazionale
Per quanto riguarda la criminalità digitale, la
maggior parte dei reati rientra nel settore della “cibercriminalità economica”.
In questo senso, l’incremento dei reati informatici registrato nel 2024 si inserisce
in una tendenza rilevata anche sul piano federale. Da sottolineare, nell’ambito
dell’aumento delle cibertruffe, l’incidenza del reato di abuso di sistemi di
pagamento online/carte di credito o abuso d’identità di terzi (+25%).
Truffe tramite email
Il fenomeno delle truffe di tipo "Business email
compromise" (BEC) rimane uno dei principali ambiti di inchiesta: lo scorso anno
sono state aperte 11 indagini (10 nel 2023) per un danno economico di circa 1
milione di franchi. In un’occasione, il tempestivo allarme da parte della
società coinvolta ha permesso di recuperare l’intero maltolto: circa 18,6
milioni di franchi versati su un conto estero.
Criptovalute al centro di affari criminali
Le inchieste concernenti gli attacchi
ransomware sono state invece 6 (11 nel 2023). Le criptovalute sono sempre più
al centro degli affari criminali: due inchieste hanno riguardato il furto di
moneta virtuale per un totale di 4,7 milioni di franchi. Di questi, 2,7 milioni
sono stati bloccati e recuperati.
“Attacchi” dall’estero
In molti casi gli autori operano dall’estero
utilizzando sistemi che ne tutelano l’anonimato. In 19 occasioni si è
collaborato con le autorità di altre nazioni, in base alla Convenzione sulla
cibercriminalità, per la conservazione di dati presenti su server di società
ticinesi.

