Sanità
Cure a domicilio, Galeazzi interroga il Governo
Redazione
23.10.2024 14:50

Foto: ©Chiara Zocchetti
Il deputato democentrista pone una serie di domande al Consiglio di Stato, in particolare sul tema Spitex. "Come mai ai privati non viene riconosciuta finanziariamente l’attività di coordinamento delle cure e della rete, mentre ai pubblici sì?"
Chiarire alcuni aspetti
riguardanti le cure a domicilio e, nello specifico, le società Spitex che
percepiscono i contributi cantonali per mandato di prestazione e infermieri
indipendenti. È l’obiettivo dell’interrogazione inoltrata dal granconsigliere
democentrista Tiziano Galeazzi al Consiglio di Stato. In Ticino nel 2018 sono
state erogate nel nostro cantone circa 1,2 milioni di ore di cura LAMal. Nel
2022, 1,5 milioni. Per affrontare questa sfida, si legge nell’atto parlamentare,
il Cantone “ha deciso per una strategia che tiene conto del reciproco
interesse, ovvero il desiderio della popolazione di rimanere a casa propria e quello
del Cantone, che mira a una gestione economicamente sostenibile su un
medio-lungo periodo”.
L’importanza delle cure a domicilio
Il mantenimento a
domicilio è il 50% più economico rispetto a quello in casa per anziani e l’80%
più economico rispetto a un ricovero in ospedale. “Si manifesta dunque la
necessità di avere un sistema forte di cure a domicilio. Il Cantone si è quindi
dotato delle basi legali per collaborare con prestatori di servizio pubblici e
privati nell’erogazione delle ore di cura necessarie, incrementando il numero
dei mandati di prestazione che risultano in costante aumento”.
“Solo il 3% dei costi generati è imputabile al sistema Spitex”
L’accusa secondo cui il
settore dell’assistenza e cure a domicilio rappresenti la causa dei costanti
aumenti dei premi di cassa malati per i cittadini “è infondata”. Anzi, esso “contribuisce
invece a fare risparmiare il sistema sanitario. Solo il 3% dei costi generati è
imputabile al sistema Spitex”. I dati dell’ufficio federale di statistica,
mostrano che su 91,5 miliardi di franchi di costi generati nel 2022 (con un
incremento di 2,2 miliardi rispetto all’anno precedente), la parte delle cure a
domicilio “è tra le meno incisive, malgrado ci sia stato un forte incremento
negli ultimi anni, dato appunto dall’invecchiamento della popolazione”.
“Riconoscimento finanziario totalmente diverso”
Sembra vi sia una
disparità di trattamento tra i servizi privati, pubblici e Infermieri
Indipendenti. Infatti, a fronte dello stesso tipo di attività svolta da persone
con le stesse qualifiche, “il riconoscimento finanziario è totalmente diverso,
comportando anno dopo anno l’aggravarsi della situazione finanziaria per i
servizi privati, che sono assolutamente necessari per adempiere al compito di
fornire ore di cura alla popolazione anziana”. Per contro, con questo
sistema i Servizi di assistenza e cure a domicilio (SACD) pubblici, che sono
organizzazioni senza scopo di lucro, al 31 dicembre 2021 “hanno accumulato sui
loro conti correnti poco più di 20 milioni di franchi, rappresentati da utili
d’esercizio accumulati nel tempo”.
La ripartizione delle cure erogate
Galeazzi chiede dunque
al Consiglio di Stato quante ore totali di cura a domicilio vengono erogate nel
nostro cantone per anno (per il periodo degli ultimi 3 anni) e quante di queste
vengono fornite dagli Spitex pubblici, quante da quelli privati e quante dagli
infermieri indipendenti. Viene inoltre chiesto se corrisponde al vero che gli Spitex
pubblici, benché non eroghino la maggior parte delle ore di cura, “siano quelli
che ricevono la maggior parte del finanziamento residuo”. Se questo corrisponde
al vero, “come mai? A cosa è dovuto?”
Il contratto collettivo
Galeazzi vuole sapere come
mai agli Spitex privati non viene riconosciuta finanziariamente l’attività di
coordinamento della rete, mentre ai pubblici sì, e se per
fornire delle cure di qualità è da sempre stato necessario un coordinamento sia delle
cure erogate ad un paziente che della rete presente sul territorio. Il deputato democentrista domanda
inoltre se il contratto di prestazione tra Cantone e Spitex prevede il rispetto
del CCL e per quale motivo nel 2024 “non è stato riconosciuto agli Spitex
privati il rincaro benché il loro CCL lo prevedesse”. Al Consiglio di Stato “risulta
che gli Spitex privati con mandato sono in utile? Da cosa dipende il fatto di
essere in utile o in perdita?”
Di seguito le altre domande inoltrate:
E’ vero che ci sono degli Spitex che hanno una mediana
salariale superiore a quella presa quale riferimento per il calcolo del prezzo
standard? Ciò significa che gli Spitex più grossi e con personale più “anziano”
hanno o avranno un bilancio in perdita?
Siamo certi che sia il buon sistema di finanziamento quello di utilizzare la mediana salariale? Quali sono gli effetti perniciosi di questo sistema? Quali sono le alternative? Cosa si fa negli altri Cantoni?
Come mai gli Spitex pubblici, che sono grossi servizi e con personale piuttosto “anziano”, risultano essere sempre in utile?
Si possono avere gli utili complessivi generati da tutti gli Spitex pubblici, negli ultimi 3 anni? Se fossero confermati, questi utili come vengono impiegati?
Quanto spende lo Stato per il finanziamento “residuo” e contributo globale agli infermieri indipendenti con contratto di prestazioni?
Siamo certi che sia il buon sistema di finanziamento quello di utilizzare la mediana salariale? Quali sono gli effetti perniciosi di questo sistema? Quali sono le alternative? Cosa si fa negli altri Cantoni?
Come mai gli Spitex pubblici, che sono grossi servizi e con personale piuttosto “anziano”, risultano essere sempre in utile?
Si possono avere gli utili complessivi generati da tutti gli Spitex pubblici, negli ultimi 3 anni? Se fossero confermati, questi utili come vengono impiegati?
Quanto spende lo Stato per il finanziamento “residuo” e contributo globale agli infermieri indipendenti con contratto di prestazioni?

