Ticino
Dai lupi ai rustici: le sfide dei Patriziati ticinesi
Redazione
11.06.2023 12:34

L’assemblea dell’Alleanza patriziale ticinese di ieri è stata l’occasione per discutere di tematiche legate al territorio, ma anche di strategie future. Gobbi (DI): “Vogliamo che i Patriziati siano protagonisti della vita economica e sociale”.
In
Ticino si contano 200 Patriziati e circa 90’000 Patrizi. Una folta
rappresentanza di loro ieri si è riunita a Biasca per l’assemblea dell’Alpa,
l'Alleanza patriziale ticinese, ovvero l'ente che li raggruppa e difende i loro
interessi. Tanti i temi sollevati, a partire da quello più attuale, la gestione
del lupo. “Molti, se non tutti gli alpeggi sono di proprietà dei Patriziati,
che hanno fatto nei decenni, e anche recentemente, dei grossi investimenti per
salvaguardare e mantenere questo tipo di attività”, commenta ai microfoni di
Ticinonews il vicepresidente dell’Alpa Athos Tami. L’arrivo del grande
predatore “mette fortemente in pericolo questo tipo di allevamento e la nostra
preoccupazione è che un po’ alla volta gli alpeggi vengano abbandonati e nessuno
voglia più caricarli”.
La questione dei rustici
Altro
tema attuale è quello dell’abbandono dei rustici. Secondo i Patriziati, per non
perdere questo patrimonio bisogna spingere i proprietari a restaurarli e le
autorità a favorire tale processo. “Anche questo è un problema che necessita
della giusta soluzione”, conferma Tami. Altrimenti “assisteremo vieppiù all’abbandono
dei rustici in montagna. Un vero peccato per la storia e per le tradizioni”.
Patriziati protagonisti
Nel
frattempo, il Cantone sta portando avanti uno studio strategico sui Patriziati
che mira a potenziare il loro ruolo. “La visione è quella di avere dei
Patriziati che siano protagonisti nella vita economica sociale e culturale, per
mantenere le nostre tradizioni”, spiega il direttore del Dipartimento delle
istituzioni Norman Gobbi. “Sono una radice profonda, che deve essere valorizzata,
così come il loro patrimonio, il quale è a beneficio di tutta la collettività e,
anzi, viene spesso goduto maggiormente dai cittadini non patrizi. Crediamo nei Patriziati
ticinesi come animatori del nostro territorio, ma anche come istituzioni locali”.

