Sanità
Dall'accordo EOC-USI nascerà l’Istituto di ricerca traslazionale
Redazione
17.06.2025 16:07

Foto: © EOC
La nuova struttura, con sede a Bellinzona, si occuperà in particolare di patologie cardiache e neurologiche, nonché del ruolo che i microrganismi intestinali hanno nell’insorgenza dei tumori.
Grazie all’accordo firmato tra l’Ente Ospedaliero Cantonale e
l’Università della Svizzera italiana, il 1° luglio nascerà l’Istituto di
ricerca traslazionale–IRT, con sede a Bellinzona. La nuova
struttura, gestita al 50% dall’EOC e al 50% dall’USI, avrà la sede nel palazzo
di Bios+ in via Francesco Chiesa, dove già sono presenti l’Istituto di Ricerca
in Biomedicina (IRB) e l’Istituto Oncologico di Ricerca (IOR).
Di cosa si occuperà
La ricerca traslazionale, viene ricordato in un comunicato, è quella
che in ambito biomedico punta a velocizzare il processo di trasferimento delle
scoperte di base verso la pratica clinica. L’IRT si occuperà, in particolare,
di patologie cardiache e neurologiche, e del ruolo che i microrganismi
intestinali hanno nell’insorgenza dei tumori. Una divisione lavorerà invece
sulle tecniche più avanzate per la rigenerazione dei tessuti. In futuro, anche
altri settori potranno entrare nell’orbita dell’Istituto.
Lambertini: "Una ricerca più vicina al letto del paziente"
L'Istituto di ricerca traslazionale nasce
come evoluzione dei Laboratori
di Ricerca Traslazionale (LRT), che l’EOC aveva creato nel 2021 e gestito poi fino a oggi per quanto riguarda i progetti di ricerca. "Ora i laboratori diventeranno un vero e proprio Istituto
di ricerca", afferma Luisa Lambertini, Rettrice dell’USI. Questo "sarà molto importante sia per il posizionamento accademico, sia per il
riconoscimento istituzionale". Accanto alla ricerca di base svolta dall’IRB in
ambito soprattutto immunologico, e a quella dello IOR nel settore oncologico, "l’IRT si occuperà di una ricerca più
applicata e più vicina al letto del paziente, diventando un pilastro per
consolidare la ricerca traslazionale nella nostra Facoltà di scienze
biomediche".
Martinetti: "Un modello di successo"
La gestione del nuovo IRT sarà
congiunta, sul modello di quello che in Ticino già avviene, nell’ambito informatico,
con l’IDSIA (Istituto Dalle Molle di Studi sull’Intelligenza Artificiale),
amministrato, in questo caso, dall’USI e dalla SUPSI con criteri paritetici. "È un modello di successo, che ha
mostrato di funzionare molto bene", spiega Glauco Martinetti, Direttore
Generale dell’EOC. "Non abbiamo potuto creare un ente
con personalità giuridica, perché le norme non consentono all’Ente e all’USI di
agire in questa direzione". L’IRT "sarà un Istituto 'in comune', con un progetto
scientifico condiviso e un finanziamento di base bilanciato. Questo garantirà
continuità e identità accademica".
Quattro divisioni di ricerca
L’IRT, come detto, avrà la sua sede a Bellinzona, dove già sono operativi i Laboratori dell’EOC. Nel nuovo istituto confluiranno quattro divisioni di ricerca: malattie neurodegenerative, diretta da Giorgia Melli (studio di biomarcatori innovativi per una diagnosi molto precoce della malattia di Parkinson e di quella di Alzheimer); malattie cardiologiche, diretta da Lucio Barile (studio dei meccanismi che portano alla progressione dei disturbi cardiaci dopo un infarto acuto); microbiota e malattie intestinali, diretta da Giandomenica Iezzi (studi per individuare le interazioni fra il microbiota dell’intestino e il cancro del colon); medicina rigenerativa e malattie osteoarticolari, diretta da Matteo Moretti (modellizzazione di organi su chip microfluidici per studiare malattie come l’osteoartrosi).
Kaelin: "Un primo passo verso un ospedale universitario"
Responsabile scientifico del nuovo IRT sarà il Professor Alain
Kaelin, Direttore
dell’Istituto Neurocentro della Svizzera Italiana (EOC) e Professore ordinario
all’USI, nonché Direttore della Scuola di dottorato. "L’IRT
sarà il primo Istituto di
ricerca biomedica ticinese con un processo decisionale completamente integrato
tra le nostre realtà ospedaliera e accademica", commenta Kaelin. "Costituirà il primo 'nucleo' per procedere, nei prossimi anni, verso un
ospedale universitario, ovvero un ospedale in cui formazione, clinica e ricerca
siano legate profondamente fra loro. Il nostro lavoro sarà indirizzato in
questa direzione".
I fondi
Da dove arriveranno i fondi per l’IRT? La stabilità di base verrà
garantita da circa un milione di franchi all’anno proveniente dall’EOC e da un
altro milione proveniente dall’USI. A questi importi si aggiungeranno i fondi
competitivi, che i ricercatori dovranno acquisire partecipando ai bandi del Fondo Nazionale
Svizzero, dell’Unione Europea e di altre istituzioni internazionali, e
contributi privati provenienti - ad esempio - da Fondazioni filantropiche o
persone facoltose attive nel finanziamento alla ricerca. Il Cantone si è pure
detto disponibile a valutare un sostegno.

