Ticino
Demolizione ex Macello, Norman Gobbi sentito dal procuratore generale
Redazione
27.02.2025 18:42

Foto: ©Gabriele Putzu
Il direttore del Dipartimento delle istituzioni è stato interrogato come persona informata sui fatti. Gli autogestiti: "A chi sembra ancora possibile offuscare la chiara matrice leghista e di un certo tipo di centro-destra nostrano di questa operazione repressiva?"
Il consigliere di Stato Norman
Gobbi è stato interrogato
oggi dal Procuratore generale Andrea Pagani come persona informata sui fatti nell’ambito dell’inchiesta sulla
demolizione del centro sociale Il Molino avvenuta nella notte
tra il 29 e il 30 maggio 2021.
Il SOA: "Un'operazione preparata a tavolino"
“Dopo
quasi 4 anni è finalmente apparsa a chiare lettere la responsabilità del
defunto sindaco di Lugano Marco Borradori, nonché del capo del Dipartimento
delle istituzioni Norman Gobbi”, si legge in un comunicato sulla questione del SOA Il Molino. “Come
poteva essere altrimenti? ‘La polizia esegue gli ordini dell’autorità politica’,
ha ribadito a più riprese il sostituto del comandante della polizia cantonale,
Lorenzo Hutter”. Sbiancate le parti di testo “che il comandante della Polizia
cantonale Matteo Cocchi si è tanto prodigato per mantenere segrete, a chi
sembra ancora possibile offuscare la chiara matrice leghista e di un certo tipo
di centro-destra nostrano di questa operazione repressiva contro l’autogestione,
preparata a tavolino già svariati mesi prima del 29 maggio 2021?”
Le domande
Gli
autogestiti si chiedono poi chi ancora può credere sinceramente alle parole di
coloro che affermano che si sia confuso “tutto” con “tetto”, che ci sia stato
un equivoco nella decisione degli stabili da radere al suolo, “optando guarda
caso per la distruzione della parte abitativa del centro sociale? Che il tutto
sia riconducibile a un problema di ‘comunicazione claudicante’, di cui Gobbi
non fosse al corrente, quando per tale operazione si prevedevano ‘feriti, se
non morti, ore di scontri, con la possibilità di prendere gli occupanti per
fame durante giorni’”?
"Nessuna fiducia nella giustizia statale"
Gobbi,
alcuni mesi prima dello sgombero, affermava su TeleTicino “che se fosse stato
per lui l’ex Macello l’avrebbe sbaraccato da un pezzo, dando prova a posteriori
di una sincerità disarmante.
Chissà se quando è stato interrogato ha dato prova della stessa sicurezza o se
ha sfoderato da sotto la manica qualche scusa o giustificazione ben collaudata
durante i 4 anni trascorsi”. Il Soa afferma
infine di non avere nessuna fiducia nella giustizia statale, “malleabile dal
potere a dipendenza dei bisogni del governante di turno, influenzata da
interessi economici e ricatti politici. Quello che ci preme rimarcare e che ci
sembra emergere in maniera lampante da tutta questa vicenda sono l’ipocrisia e
la doppia faccia incarnate da un uomo e da un partito politico che da decenni
fanno della sicurezza e della legalità i propri cavalli di battaglia, mentre
sono i primi a calpestarle e piegarle ai propri interessi personali”.

