Sport
Derby: "Le misure contro i facinorosi devono essere applicate"
Redazione
30.09.2023 20:21

Foto: ©Chiara Zocchetti
Norman Gobbi, direttore del DI, si esprime sulla rissa avvenuta al termine del derby: "si tratta di essere proporzionali per non perdere il controllo della situazione".
Una partita tutta con il fiato sospeso ieri sera per Ambrì e Lugano, macchiata purtroppo dai duri scontri tra tifosi alla Cornèr Arena al termine del derby. La Polizia cantonale sta procedendo all’identificazione degli autori. Per contrastare la violenza negli stadi si torna a parlare di biglietti nominali e chiusura delle curve ospiti. "Le misure sono sul tavolo", spiega il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, "ma vogliamo procedere per gradi".
La rissa
È stata una
scarica di adrenalina continua il Derby tra Ambrì e Lugano che si è concluso
non solo con la vittoria dei bianconeri ma purtroppo anche con la violenza da
parte di chi non ha saputo sopportare frustrazione e provocazione. Come sempre
in questi casi è difficile dire in quale dei due punti cardinali (nord o sud) è
scoppiata la miccia. Quello che si vede dalle immagini è un duro scontro tra un
gruppo di facinorosi leventinesi che hanno forzato il plexiglas raggiungendo un
gruppo di ultrà bianconeri nel settore ovest. Ci sono stati pugni, bastonate e porte
lanciate in aria, con la sicurezza privata della pista che faticava a contenere la
situazione.
L'identificazione degli autori della violenza
La Polizia cantonale sta procedendo all’identificazione degli
autori della violenza. Ecco cosa ne pensa Norman
Gobbi: “Diciamo che quello di ieri sera è stato un evento increscioso proprio
perché al termine di una partita combattuta e intensa comunque si è rovinata
una festa sportiva e questo dimostra come le misure contro i facinorosi devono
essere applicate e, soprattutto identificate. Quindi, la polizia in questo
momento sta lavorando proprio per identificare chi è stato coinvolto in questa
situazione e soprattutto la dinamica, visto che fortunatamente non ha coinvolto
tutte le tifoserie ma è stato davvero un piccolo gruppo di persone in tribuna. Quindi, questo mi fa pensare che dobbiamo davvero ragionare su
tutta la pista e non solo su quello che sono le tifoserie organizzate.”
Le misure da adottare
Tra gli strumenti
contro il tifo violento esiste il biglietto nominale, ormai una prassi in altri
paesi ma una novità in Svizzera da quest’anno per l’accesso alle partite di
calcio della Super League a discrezione dei club elvetici. Com’è invece la situazione
nel campionato di hockey su ghiaccio ce lo spiega ancora Gobbi: “Come direttori
e direttrici di giustizia e polizia stiamo discutendo il sistema a cascata, nel
senso di dover applicare le misure secondo il peggioramento della situazione. Una
delle misure rimane anche quella del biglietto nominale, ma dopo altre misure
che possono essere prese, come per esempio la chiusura dei settori ospiti in
talune partite a rischio piuttosto che altre misure. Se guardiamo cos’è
successo nel calcio, in particolar modo tra Lucerna e San Gallo," continua, "abbiamo
visto scene molto peggiori che hanno creato molti disordini ma anche molti
feriti, anche nell’ambito delle forze di polizia, e questo chiaramente poi porta
a misure molto più incisive.” Sul tavolo c’è anche un provvedimento più
drastico: la chiusura della curva del settore ospiti. “Questa è una soluzione
che in alcune piste è già stata adottata e anche in altri stadi", sostiene il Direttore del dipartimento delle istituzioni, "quindi, si
tratta comunque di essere proporzionali nelle misure proprio per non perdere
quello che è il controllo della situazione. Fintanto che le tifoserie si
comportano bene è anche giusto farle partecipare, diciamo così, allo spettacolo
sportivo, perché comunque sono parte della coreografia. Quando però ci sono
problemi evidentemente ci devono essere sempre delle conseguenze. La prima è
quella di identificare gli autori e poi tenerli distanti dagli stadi e quindi,
diciamo così, i diffidati non possono essere tollerati.”
L'impatto dell'evento
Che impatto avrà questo nuovo episodio di violenza nella procedura a cascata ce lo racconta sempre Gobbi: “Da un lato, sicuramente,
proprio perché abbiamo già concordato che prevede per le persone coinvolte, per
esempio i rischi di dover subire delle misure di carattere amministrativo. La
prima è quella della diffida, poi c’è il divieto d’accesso all’area dello
stadio, poi c’è anche l’obbligo di presentarsi al posto di polizia quando ci
sono le partite, un po’ sul modello inglese. Qui si tratta di applicarle
soprattutto grazie all’identificazione ed è per quello che comunque l’importanza
della videosorveglianza dentro e fuori gli stadi permette poi di identificare
gli autori o le persone coinvolte in modo poi da evitare che si ripresentino e
purtroppo il loro comportamento non potrebbe essere differente”, conclude il Direttore.

