Ticino
Dimissioni di Zali, Piccaluga: «È stata la settimana più difficile della mia vita»
Red. Online
29.07.2026 21:15

Secondo il coordinatore della Lega dei Ticinesi, era inevitabile che qualcosa sarebbe accaduto: «Le pressioni mediatiche erano forti, ma dispiace per la persona dietro l'uomo politico»
«Oggi abbiamo una sensazione di
rincrescimento, per come abbiamo visto terminare una carriera di oltre
trent'anni al servizio del Cantone, del popolo ticinese - prima a livello
giudiziario, poi come politico. Mi permetto però anche di esprimere gratitudine
per quanto ha dato Claudio Zali al Ticino». Il coordinatore della Lega
dei Ticinesi, Daniele Piccaluga, ha commentato così ai microfoni di Ticinonews la
decisione dell’attuale direttore del Dipartimento del territorio di lasciare l’Esecutivo.
«Era abbastanza inevitabile che qualcosa sarebbe accaduto, anche perché le
pressioni mediatiche erano forti. La situazione era diventata insostenibile su
più fronti». Se Zali non avesse fatto questo passo «molto
probabilmente l'argomento sarebbe stato tematizzato nell'assemblea di venerdì».
«Volevo comprendere le sue emozioni»
Il Movimento aveva infatti
chiesto al «ministro» dimissionario di fare una riflessione a 360
gradi su tutti gli scenari. Dopodiché «io volevo parlare guardandolo in faccia,
comprendendo le sue emozioni, il suo stato d'animo. E questo è avvenuto nella
giornata di ieri, in cui lui ci ha spiegato quali sono state le riflessioni
che hanno portato a questa decisione, della quale abbiamo preso atto». Questi giorni sono stati
difficili per tutto il Cantone, anche per Piccaluga. «È
stata forse la settimana più difficile della mia vita, perché comunque vi
è una persona dietro l'uomo politico. Sono stati giorni lunghi e che
hanno portato a una decisione che, come ho detto prima, provoca dispiacere».
«Nella Lega nessuna violenza è tollerata»
La discussione all’interno della Lega,
ribadisce il coordinatore, «è stata sana, schietta e all'interno del dialogo vi
sono state anche parole di scuse. Tengo infine a ribadire un concetto: anche
all'interno del nostro Movimento, nessuna violenza viene accettata».

