Casse malati
Doppio "sì" alle urne, Mazzoleni: "Parte dei votanti non ha seguito le raccomandazioni del proprio partito"
Redazione
28.10.2025 07:02

Il direttore dell'Osservatorio sulla vita politica regionale dell’Università di Losanna commenta il risultato delle votazioni del 28 settembre. "L'esito esprime anche le difficoltà della politica di negoziare una soluzione concreta".
L’Osservatorio sulla vita politica regionale dell’Università
di Losanna ha analizzato le votazioni del 28 settembre che hanno visto l'approvazione dell'iniziativa della Lega dei Ticinesi per la deducibilità totale dei premi di
cassa malati, e di quella del Partito socialista per un tetto dei premi al 10% del reddito. È emerso che il doppio "sì" è stato scelto dal 44,9% dei votanti. Un dato importante... “Per certi versi sì, ma considerando che le due proposte sono
state sostenute entrambe a larga maggioranza dai cittadini ticinesi, non ci deve
stupire questa sovrapposizione", spiega a Ticinonews Oscar Mazzoleni, direttore dell'Osservatorio. "A sorprendere è che questo doppio
sì implica che una parte significativa dei votanti non ha seguito le raccomandazioni degli schieramenti di riferimento”.
Infatti, l'iniziativa del PS aveva uno ‘spirito di sinistra’,
mentre quella della Lega, più ‘borghese’, puntava a una defiscalizzazione dei premi. Eppure, un terzo dei leghisti ha votato la proposta socialista.
“Esatto. Probabilmente c'è stato un voto strategico: 'se la mia proposta non passa, almeno una delle due può
avere delle possibilità e quindi voto entrambe'".
Forse i cittadini hanno anche fatto i conti, per provare a capire quanto uno o due sì avrebbero giovato al loro portafoglio?
“Certamente, il doppio sì significa che una parte potrebbe
aver detto ‘cumulato è meglio’.
Non dimentichiamo però che se guardiamo i risultati complessivi, la maggioranza
ha comunque seguito le indicazioni dei partiti; infatti, nella combinazione di
votare 'sì' al 10% e 'no' alla deducibilità, i leghisti non ci sono e viceversa. Abbiamo quindi le due soluzioni chiaramente polarizzate. Vediamo poi che chi ha votato entrambi i 'no' è schierato chiaramente per il Centro e
il Partito liberale.
Vi è anche un'alta percentuale di chi ha
scelto di non votare, nonostante il tema
caldissimo.
"Dobbiamo ammettere che c'è probabilmente una disaffezione verso la politica e una
sfiducia nei confronti delle soluzioni che questa può portare, e quindi si
sceglie di non andare a votare. In questo 50% ritroviamo una quota minore rispetto al
solito di astensionismo, però è un segnale dal punto di vista del rapporto
con la politica: c'è uno scollamento storico e coloro che si preoccupano per i costi della salute non vedono soluzioni
all'orizzonte”.
E non si fidano magari sull'attuazione di eventuali soluzioni. E in effetti, c'è già stato un momento di nervosismo tra gli iniziativisti e il Governo.
Tutti chiedono di applicare le proposte, ma come? È qui che la sabbia finisce negli ingranaggi
della democrazia diretta?
“Se si è andati a votare su queste due
iniziative è perché le istituzioni non sono riuscite a trovare
risposte a livello parlamentare e governativo. Queste votazioni esprimono
anche le difficoltà della politica di negoziare una soluzione
concreta e, non a caso, manifestano anche posizioni di sinistra e di destra sul
tema. In un certo senso oggi ci ritroviamo ai piedi della scala: le divisioni che c'erano prima le ritroviamo anche adesso. Il voto popolare non risolve la polarizzazione che esiste sul piano politico o
parlamentare. Anzi, ripropone in un certo senso questioni irrisolte che abbiamo già
constatato nel recente passato".
L'intervista completa a Oscar Mazzoleni:

