Coronavirus
Dose di richiamo, "consigliata a chi è a rischio, per i giovani è meno importante"
Teleticino
04.10.2022 20:47

Foto: © CdT/Chiara Zocchetti - Ticinonews
All'interno di Ticinonews il farmacista cantonale ha risposto ad una serie di domanda sulla campagna di vaccinazione annunciata questa mattina dal Cantone. "Abbiamo già le dosi per vaccinare 75 mila persone".
Fra sette giorni, in Ticino prenderà il via la campagna di
vaccinazione contro il coronavirus. Dose di richiamo consigliata soprattutto
raccomandata soprattutto “alle persone che appartengono ai gruppi a rischio,
quindi dai 65 anni in su, per i malati cronici e le donne che allattano”, ha
spiegato a Ticinonews il farmacista cantonale Giovan Maria Zanini. “Se i
giovani decideranno di rinunciarvi, questa volta è meno importante rispetto
agli ultimi due anni.”
Il 97% della popolazione ha gli anticorpi
Ci sono persone vaccinate le quali hanno preso il virus. Le
autorità hanno sempre dichiarato che il vaccino è una protezione contro i
decorsi gravi e non contro la malattia. Ma ora qual è la situazione? Il Covid,
in parte, è diventato un’influenza? “Rispetto a due anni fa siamo tutti più
protetti e gli studi ci dicono che 97% della popolazione svizzera ha degli
anticorpi, quindi una protezione contro il virus”, ha risposto Zanini. “Anticorpi
che vengono dalla malattia, dalla vaccinazione, o molto spesso da entrambe le
cose perché c'è molta gente che ha fatto la vaccinazione e la malattia.”
I difetti del vaccino
“In questi due anni abbiamo constatato che il vaccino ha qualche
difetto. Ad esempio protegge meno di quello che inizialmente tutti immaginavano.
Ora sappiamo che dopo 3-4 mesi l’efficacia diminuisce e lo fa anche in modo
particolarmente veloce, purtroppo proprio nelle persone a rischio”, ha
affermato il farmacista cantonale.
Meno malati con le nuove varianti
La dose di richiamo del vaccino ristabilisce la protezione, è
stato detto più volte nel corso delle precedenti ondate di Covid. Ma non è il
solo fattore ad aver ridotto l’impatto sugli ospedali. “È innegabile che le varianti
Omicron causino effetti minori sulla popolazione, lo abbiamo visto nel corso
dell’estate e dell’impatto che l’ondata ha avuto sul settore sanitario. Un
impatto nettamente inferiore rispetto ai picchi precedenti.”
Vaccino bivalente, cosa significa?
“Prima avevamo un virus, quello di Wuhan e un vaccino mirato su
quello, adesso metà del vaccino è mirato sulla versione di Wuhan e l'altra metà
sulla prima variante di Omicron”, ha risposto Zanini. Quindi agisce su due
fronti? “Sì, agisce su due fronti. Diciamo che abbiamo colmato quella lacuna
che c'è stata e si è formata in questi 2 anni per il fatto che il virus ha
subito una fila di variazioni. Abbiamo aggiornato il vaccino.”
Ci si potrà vaccinare con Pfizer o Moderna indipendentemente dall'ultimo vaccino fatto?
“Sì, è del tutto irrilevante che cosa fatto in precedenza. In
questo momento abbiamo nei nostri depositi 50'000 dosi di Moderna, dopodomani
dovrebbero arrivarne altre 26'000. Per Pfizer aspettiamo gli ultimi passi dell'omologazione,
il vaccino dovrebbe arrivare presto. Se non dovesse arrivare abbiamo la
variante di Moderna che ci permette di vaccinare 75'000 persone."

