Crisi energetica
Ecco le ricette dei partiti ticinesi
Teleticino
23.08.2022 09:46

Foto: ©Chiara Zocchetti
La possibile penuria energetica che potrebbe esserci questo inverno preoccupa la politica e l’economia. Il Consiglio federale non si è ancora espresso in merito. In attesa della comunicazione da Berna, Ticinonews ha chiesto ai principali partiti politici del Cantone la loro soluzione al problema.
Economia e politica stanno facendo pressione sul Consiglio
federale chiedendo di agire in vista del rischio di una penuria di elettricità questo
inverno. Il consigliere federale Guy Parmelin, ministro dell’economia, ha
chiesto di “evitare la drammatizzazione”, dicendo che il governo sta ultimando
gli ultimi dettagli sul tema e che presto comunicherà le proprie strategie. Ma
quali sono le ricette della politica ticinese? Ticinonews lo ha chiesto a Piero
Marchesi (UDC), Alex Farinelli (PLR), Fabio Regazzi (Il Centro), Samantha Bourgoin
(I Verdi), Massimo Mobiglia (Verdi Liberali), Bruno Storni (PS) e Michele
Guerra (Lega).
La strategia dell’UDC
“Bisogna allungare la durata di vita delle centrali nucleari. Bisogna
posticipare gli obiettivi di riduzione di CO2 perché oggi sono in contrasto con
l'approvvigionamento elettrico. Bisogna sospendere gli incentivi alle
agevolazioni per le auto elettriche perché creano ancora più fabbisogno di
energia elettrica, che oggi manca, e realizzare impianti per lo stoccaggio di
gas, che in questo caso verrebbe usato per produrre energia elettrica. Bisogna
passare dall'utopia al realismo.”
La strategia del PLR
“Nel breve termine dovremo tutti risparmiare energia, lo devono
fare le aziende e i cittadini. Va costituita la riserva idroelettrica come
deciso dal Consiglio federale, e vanno preparate le centrali di emergenza. Nel
medio termine, l'aspetto più importante è aprire una collaborazione con
l'Europa perché è necessario lavorare insieme su questo tema. Bisogna anche accelerare
la transizione energetica investendo sia nel rinnovabile sia nell'innalzamento
delle dighe. Bisogna continuare con una politica che impieghi in modo
efficiente l’energia, quindi ristrutturare gli edifici che sono oggi dei grandi
energivori.”
La strategia de Il Centro
“Se parliamo del breve termine non c'è molto margine di manovra, bisognerà
concentrarsi soprattutto su dei risparmi nel consumo di corrente elettrica da
concordare con le aziende e i settori economici. Se facciamo un discorso a
medio-lungo termine è evidente che bisognerà riconsiderare alcune decisioni
prese, ad esempio quella sulle centrali nucleari e altri tipi di vettori
energetici che andranno rivalutati in futuro.”
La strategia de I Verdi
“Aspettiamo l'implementazione della strategia federale che
promette misure di risparmio energetico, e questo farebbe già diminuire i
consumi del 20%. Il secondo aspetto è quello di accelerare la transizione
energetica, quindi implementare quelle misure a livello comunale, cantonale e
federale che permettono di avere acceso, già per questo inverno, un impianto, anche privato, più legato all'eolico o al solare, per esempio.”
La strategia dei Verdi liberali
“A breve termine si può parlare di sostituzione, ad esempio il gas
- che mancherà - con il gasolio.
A medio-lungo termine bisogna accelerare la svolta energetica per
la sostituzione di nucleare, gas e gasolio. Abbiamo un documento che traccia le
linee. Più rinnovabili, più solare, più stoccaggio, più incentivi, riduzione
dei consumi. Bisogna anche parlare di accordi internazionali per l'energia, aumentare
i veicoli elettrici e migliorare i mezzi pubblici.”
La strategia del PS
“Ci saranno da tagliare i grossi consumatori e poi tutti noi
dovremo ridurre i nostri consumi, ad esempio abbassando la temperatura del
riscaldamento, ma anche riducendo l'illuminazione pubblica e tutto quello che è
possibile a breve termine. Sul lungo termine bisogna continuare con la
strategia energetica impostata, produrre più rinnovabile in casa.”
La strategia della Lega
“Bisogna ripartire con una vera politica energetica mista, priva
di dogmi e ideologie, e basata -se necessario- anche in modo importante e
ragionevole sul nucleare, sul potenziamento dell'idroelettrico e sul suo
stoccaggio tramite pompaggio e turbinaggio. Così anche da tentare di rimanere sempre
più indipendenti dall'estero.”

