Ticino
Elezione CdA dell’IPCT: i sindacati presentano i loro nomi
Redazione
31.01.2024 14:53

Foto: © CdT/Chiara Zocchetti
Sono cinque i profili proposti per cogestire la più grande cassa pensioni autonoma del Canton Ticino. L'elezione avverrà a maggio.
Gli uscenti Mattia Bosco (SIT), Fabiola Gnesa (OCST) e
Adriano Merlini (VPOD), a cui si aggiungono Giulia Petralli (VPOD) e
Alessandro Viri (OCST). Sono questi i nomi contenuti nella lista consegnata
oggi dai sindacati OCST, SIT e VPOD in vista della prossima elezione di maggio dei
membri del CdA dell’Istituto di Previdenza del Canton Ticino, in
rappresentanza degli assicurati attivi. Cinque candidature “dal profilo elevato”,
si legge in un comunicato, “che sono in grado di cogestire la più grande cassa
pensioni autonoma del Canton Ticino, la quale purtroppo versa in una difficile
situazione a causa del sottofinaziamento”. Una cassa pensioni che necessiterà
di un lungo cammino di risanamento nell'interesse generale dei pensionati
attuali e futuri.
La situazione
Il disavanzo strutturale di 3 miliardi di franchi dell’IPCT
“non si presta a speculazioni”, si legge ancora. La situazione di sottocopertura
“è preoccupante e il mantenimento di pensioni dignitose per migliaia di
assicurati non è affatto scontato”. Negli ultimi mesi i tre sindacati si sono impegnati
per raggiungere l’accordo con Governo e Gran Consiglio per quanto riguarda le
misure di compensazione, che verranno messe in atto per ridurre al minimo gli
effetti negativi dell’abbassamento del tasso di conversione. I sindacati “si impegneranno
a difendere questo accordo fondamentale per evitare il crollo delle pensioni ai
minimi di legge”.
Rendimenti positivi
Si sottolinea infine che i rappresentanti uscenti del Consiglio
d’amministrazione hanno ottenuto rendimenti di patrimonio pressoché sempre
positivi. Considerando l'incertezza economica ed il rigido quadro giuridico-finanziario
imposto dalle leggi sulla previdenza professionale, dall'autorità di vigilanza
federale sulle casse pensioni e dal perito attuariale, “le scelte dei membri
del CdA sono sempre state accuratamente ponderate. Questo a tutela delle
pensioni dei lavoratori del settore pubblico e parapubblico”.

