Voli
Elicotteri a terra, "quello di sabato è stato un affronto duro e scorretto"
Teleticino
12.09.2022 21:32

La decisione dell’Ufficio federale dell’aviazione civile di impedire ieri i voli di recupero della selvaggina ha generato diversi malumori. Frapolli (Heli-TV): “Dobbiamo trovare delle soluzioni”.
Nel tardo pomeriggio di sabato, nel giro di un’ora e
mezza, tre compagnie di elicotteri, Helirezia, Heli-TV e Eliticino-Tarmac, hanno annunciato lo stop, intimato dall’Ufficio federale dell’aviazione civile, ai
voli di recupero della selvaggina previsti per domenica, ieri. Una decisione
dell’autorità federale, annunciata senza preavviso, corredata dall’avvertimento
di possibili sanzioni, fra cui il ritiro della licenza di volo in caso di
violazione. Un duro e inaspettato attacco frontale, secondo il direttore di
Heli-TV e membro della Swiss Helicopter Association, Giovanni Frapolli. “Sabato è avvenuto un affronto duro e scorretto”, spiega
Frapolli ai microfoni di Ticinonews. “Avrebbero potuto dire 'prossimamente bisognerà discutere per capire come gestire meglio il tema della
selvaggina tra Confederazione e Cantone’, invece minacciandoci in questa maniera ci
hanno fatti sentire ancora una volta presi in giro”.
"Una ripicca?"
Ma perché l’Ufac è intervenuto in questo modo?
Da Berna ci spiegano che è stato ricordato alle compagnie di elicotteri il
divieto di volo a scopo di lavoro la domenica, previsto dall’Ordinanza sugli
atterraggi esterni. Norma federale che conosce deroghe in casi di urgenza, come
può essere un animale abbattuto che finisce in un corso d’acqua. Il quadro
legale, però, non dà risposte sul motivo di un’intimazione tanto perentoria e sullo scarso preavviso che hanno ricevuto le tre compagnie di elicotteri.
Manca un fatto scatenante, tanto più che l’ordinanza federale è in vigore dal
2014 e finora, in 8 anni, il recupero di selvaggina a sud delle Alpi non era
mai stato un tema. L’Ufac spiega che si occupa di far applicare le leggi e interviene ricordando le norme in vigore quando ha informazioni in
merito a possibili violazioni. Per Frapolli il motivo è però un altro. “Giovedì scorso, proprio a Berna, la nostra associazione Svizzera degli
elicotteri, presieduta dal presidente Martin Candinas, ha convocato l’autorità
federale per discutere di vari temi aperti”, precisa Frapolli. “Il fatto che
tra venerdì e sabato sia arrivato questo ‘reminder’ mi porta a pensare che si sia
trattata veramente di una ripicca per quanto abbiamo voluto dire quel giovedì
mattina, anche se non posso dimostrarlo”.
La ricerca di soluzioni
Fatti concreti a conferma di questa tesi non ce
ne sono, ma per Frapolli la caccia ha fatto esplodere il bubbone sui rapporti
fra Berna e il settore dell’elitrasporto, e ora si deve giocare a carte
scoperte. “Adesso il tema va discusso e chiarito: se da un
lato abbiamo il Cantone che quasi ci obbliga ad andare a ritirare un animale,
dall’altra abbiamo l’autorità federale che in pratica dice ‘a noi quello che afferma il
Cantone non va bene: dovete chiedere a noi e giustificare
perché siete andati a prendere l'animale’”. Così “non si può più lavorare. Dobbiamo
sederci e trovare delle soluzioni, ma prima che si ripeta questa situazione,
perché ieri è stato danneggiato tutto il settore della selvaggina", termina
Frapolli.

