Crisi energetica
Energia, con l'inverno arriva la crisi? "La chiave sarà l'importazione dall'estero"
Redazione
26.10.2022 08:30

Foto: © CdT/ Chiara Zocchetti - Ticinonews
Con l'arrivo della stagione fredda lo spauracchio della penuria energetica si avvicina. Ma qual è la reale situazione? Dobbiamo preoccuparci? All'interno di Ticinonews ne abbiamo parlato con Giovanni Leonardi, presidente AET.
Sulla scorta delle informazioni che abbiamo
oggi, dobbiamo temere la stagione fredda, oppure, per esempio con l'acquisto di questa riserva idroelettrica per
l'inverno, il rischio di black out è scongiurato?
"Inizierei dalla notizia
apparsa ieri nella quale si dice che è stata acquistata energia. In realtà non è così, in Svizzera la disponibilità di energia rimane
la stessa. Ieri, tramite un'asta, è stata riservata dell'energia. In pratica Swissgrid ha acquistato delle opzioni, in modo tale che se dovessimo avere problemi
di approvvigionamento, specialmente nella primavera del 2023, questa
energia -tenuta come riserva nei bacini idroelettrici- sarà a
disposizione per poter coprire eventuali mancanze nel periodo critico tra marzo e aprile. Questo se non dovessimo
avere ulteriori piogge, se dovessimo avere una meteo molto fredda e se non dovessimo
avere disponibilità di importazioni dall'estero. Rimane quest'ultimo il grande tema".
Per quanto riguarda i
bacini idroelettrici, visto che abbiamo fatto riferimento anche alla pioggia di
questi giorni, l'acqua caduta è sufficiente a ridarci un po' di serenità? Oppure
la situazione è comunque difficile?
"La situazione è
leggermente migliorata. A livello svizzero,
specialmente a nord delle Alpi, siamo messi bene. Il riempimento dei bacini è al
90%. In Ticino, grazie alle piogge, abbiamo raggiunto un riempimento del
60%. Di regola in questo periodo anche nel nostro Cantone siamo al 90%. Oggi, in particolare a causa della siccità e agli scarsi innevamenti dell'inverno passato, a livello di acqua presente nei bacini ci inseriamo nella fascia bassa delle medie pluriennali".
Qualche settimana fa aveva detto che il periodo più critico sarebbe stato tra marzo e aprile 2023, conferma
questo scenario o è cambiata la situazione?
"Guardandoci attorno
vediamo che la situazione è migliorata. Diverse settimane fa, quando ci
eravamo visti, avevamo detto: speriamo nel clima, nella pioggia e che non
faccia freddo. Ma anche che non ci siano guasti tecnici negli impianti idroelettrici e nucleari. Dovevamo sperare che in Germania i serbatoi, o le riserve di gas, raggiungessero livelli normali, e questo è accaduto. Il Governo francese ha dichiarato che entro
marzo/aprile tutte le centrali nucleari dovrebbero tornare nuovamente in servizio. Resta aperta la questione del gas, in quanto le
riserve attuali in Germania coprono 2-3 mesi. Il periodo critico
si verificherà a gennaio: quando i nostri bacini idrici saranno vuoti, Germania e Francia avranno energia a sufficienza per vendere a noi svizzeri? Questa grande domanda
rimane".
Gli altri
stati potrebbero dire "siamo in difficoltà anche noi e vi togliamo
l'energia che vi spetta". È questo il timore più grande?
"Questo è il timore ed è
per quello che la Confederazione, tramite un'ordinanza, ha fatto sì che Swissgrid
potesse acquistare queste opzioni. La Confederazione ha anche deciso di mettere
in esercizio centrali ad olio, e ciò sta avvenendo, i preparativi sono in
corso. Però sappiamo anche che la Svizzera, sempre d'inverno, deve importare
energia e per questo dipende dall'estero. Anche per questo il Governo invia messaggi alla popolazione invitandola a ridurre i consumi. È un'ulteriore misura per ridurre al minimo il fabbisogno di importazione
dall'estero nel periodo critico, verso inizio primavera".
Qualcuno sostiene che le misure antispreco siano inutili, mi riferisco ad esempio allo spegnere le lampadine in casa. È un po' una goccia nell'oceano o cambia qualcosa? Ci può dare una risposta su questo punto?
"Con
l'illuminazione non riusciamo a ridurre i consumi massicciamente. I veri divoratori di
energia sono tutte quelle azioni che creano freddo o caldo, in modo particolare
l'acqua calda, il cucinare, il riscaldamento, senza parlare di mobilità o delle
attività industriali come un forno siderurgico. Questi
sarebbero i grandi consumatori di energia che nel caso in cui venissero spenti porterebbero ad una diminuzione dei consumi".

