Sanità
EOC, "boom" di pazienti nel 2023
Redazione
24.05.2024 12:48

Foto: ©Gabriele Putzu
Sul fronte finanziario, l’Ente Ospedaliero Cantonale chiude l’anno con un attivo di poco superiore ai 3 milioni di franchi, ottenuto tuttavia solo grazie all’impiego di parte del fondo di accantonamento.
Si conferma il trend di aumento negli ospedali EOC dei pazienti in
degenza , che nel 2023 sono stati oltre 44mila. Crescono
sensibilmente le prestazioni ambulatoriali (637mila, +5,9% rispetto al 2022) e sale
il fatturato (930 milioni di franchi, di cui 662 milioni ridistribuiti
nell’economia ticinese). Sono i principali dati dello scorso anno riguardanti l’Ente Ospedaliero Cantonale e presentati
questa mattina in conferenza stampa.
I ticinesi non vanno a farsi curare Oltralpe
Il Presidente del Consiglio di Amministrazione
EOC Paolo Sanvido e il Direttore Generale Glauco Martinetti hanno sottolineato l’accresciuta
fiducia dei ticinesi nella sanità cantonale. “La percentuale di residenti in
Ticino curati in ospedali fuori cantone è tra le più basse in assoluto”, ha sottolineato
Sanvido. “Appena il 5,6%, il valore più basso dopo Ginevra (4,6%) e Berna
(5,4%)”. Nel canton Zurigo, ad esempio, i residenti che si curano altrove sono
il 10,5%. È vero che ‘residenti ospedalizzati nel proprio cantone’ non
significa che siano stati curati tutti nelle strutture EOC, “ma ci
accontentiamo di un ‘quasi tutti’ e volentieri condividiamo con tutte le realtà
ospedaliere i meriti di un successo che è di tutta la sanità ticinese”.
Le urgenze
Altro dato significativo per l’EOC “è quello del
numero di ingressi ai nostri Pronto Soccorso, che nel 2023 ha superato le 133mila
unità”, ha sottolineato Martinetti. Una cifra che indica come in Ticino l’EOC si
faccia carico “quasi totalmente della medicina d’urgenza, così come è l’unico a
garantire la cura di pazienti colpiti da ictus cerebrale, infarto del
miocardio, arresto cardiaco, o con politraumi”.
L’aspetto economico
Sul fronte finanziario, l’EOC chiude l’anno con
un attivo di poco superiore ai 3 milioni di franchi, ottenuto tuttavia solo
grazie all’impiego di parte del fondo di accantonamento, a fronte di un
risultato di esercizio (EBIT) in perdita per 18,8 milioni. Un risultato “che ci
deve far riflettere, anche se non va drammatizzato”, ha osservato Martinetti.
La crescita dei costi per effetto inflazionistico “ha messo a dura prova il
nostro bilancio, come quello di tutti, famiglie e imprese”. L’impennata dei costi
per l’energia (+ 95%), in particolare, “ha innescato una dinamica al rialzo
generalizzato dei prezzi, mentre da anni le tariffe ospedaliere non vengono
rivalutate in rapporto all’inflazione, tanto che oggi per non poche prestazioni
possiamo tranquillamente parlare di sottofinanziamento”, ha concluso il
Direttore Generale.

