Politica
Fabio Schnellmann è il nuovo presidente del Gran Consiglio
Laura Milani
19.05.2025 15:33

Deputato dal 2011, il liberale radicale è stato eletto oggi a Bellinzona dal Parlamento con 76 voti. "Il bene comune è più importante delle singole appartenenze politiche", l'appello rivolto ai colleghi.
Fabio Schnellmann è il nuovo presidente del Gran Consiglio. Classe 1960,
deputato dal 2011, il liberale radicale luganese è stato eletto questo
pomeriggio a Bellinzona con 76 voti. Designati, con 70 e 79 voti, anche i due
vicepresidenti: la socialista Daria Lepori e Giovanni Berardi del Centro.
“Necessario un confronto democratico e aperto”
Accolto con un lungo applauso, nel suo discorso Schnellmann si è soffermato
sulle importanti sfide che attendono il Ticino e sulla necessità di un
confronto democratico e aperto. “Assumo questo incarico con onore e umiltà”, ha
detto ringraziando dapprima colleghi e familiari. “Il Parlamento è luogo di confronto e
idee ma soprattutto rappresenta il popolo. In questo anno vorrei che noi tutti
mettessimo davanti i ticinesi agli interessi politici”, ha esortato, continuando:
“Quest'anno saremo chiamati a decidere su temi importanti; casse malati, servizi pubblici,
ambiente, un preventivo 2026 che non potrà più permettersi disavanzi, anzi. È
auspicabile il pareggio per non pesare sulle generazioni future”. Tutte sfide,
ha poi sottolineato, che richiedono visioni e, soprattutto, unità d’intenti. “Il
bene comune è più importante delle singole appartenenze”, ha ancora ribadito il
neo presidente, ricordando tutti i cittadini di questo cantone e appellandosi
infine al rispetto nel dibattito politico.
"I presidenti passano, i nostri valori restano”
“Grazie per l’incarico e la fiducia che mi avete dato”. Così invece il presidente uscente
Michele Guerra ha aperto il suo discorso di commiato prima di cedere il
testimone a Schnellmann. “Oggi celebriamo il 234esimo presidente di
questo Parlamento”, ha continuato il deputato leghista insistendo sull’importanza delle istituzioni. “Un numero che non è statistica ma filo storico”, ha detto, ricordando che i
presidenti passano, “la luce dei valori di libertà, uguaglianza, fratellanza
resta”. Guerra ha poi ricordato il lavoro dell’ultimo anno: “Abbiamo ottenuto
più trasparenza, aperto le porte a tutti i rappresentanti degli schieramenti,
lavorato per rafforzare il ruolo del Ticino a Nord, a Sud, all’estero”. Il
presidente uscente ha infine citato la visita del consigliere di Stato Ignazio
Cassis al Gran Consiglio e gli sforzi di dialogo con la vicina Italia per il
completamento di Alptransit, prima di essere salutato con un lungo, caloroso
applauso.

