Ticino
“Facciamoci spazio”, gli autogestiti tornano in strada
Redazione
05.06.2023 16:31

Foto: © CdT/Chiara Zocchetti
Sabato 10 giugno a Lugano si terrà un corteo popolare. L’obiettivo è quello di ribadire il bisogno di riprendere quei luoghi che possono servire per dare vita a spazi di incontro.
Rivendicare
la necessità di spazi di aggregazione e di creazione, di spazi in cui promuovere
politica, socialità e cultura e di spazi degni e accoglienti per persone migranti.
È l’obiettivo dell’’Assemblea Popolare costituitasi due anni dopo lo sgombero e
la distruzione di parte dell'Ex-Macello, che invita popolazione, collettivi e associazioni
a partecipare al corteo popolare che si terrà il 10 giugno a Lugano. Assemblea
che, si legge in un comunicato, “vuole esprimere una serie di necessità
collettive, che ha intenzione di rivendicare attraverso azioni comuni”. Per
cominciare, “vogliamo concentraci sull’ingrediente principale che lega le varie
differenti realtà: il bisogno di “spazi altri” in cui esprimersi, sostenersi,
accogliere, riflettere e condividere”.
Gli obiettivi
L’Assemblea
crede nella valorizzazione delle possibili differenze come punti di forza, “nella
capacità di coesistere e sostenersi reciprocamente senza cadere nella narrativa
del facile racconto dei “buoni” e dei “cattivi” propinatoci
dalla politica istituzionale. Noi crediamo che attraverso l’espressione di
varie forme di autodeterminazione, di autogestione, di cittadinanza attiva e di
associazionismo, la collettività si possa mettere in movimento dando una
visione fortemente politica nell’immaginare una società altra”.
Le critiche
Secondo
gli autogestiti, quel che accade è una continua distruzione degli ultimi luoghi
d’incontro. “Ci riferiamo a piazza Molino Nuovo, storico luogo di ritrovo per
moltissime persone, in procinto di essere sventrata, al Polo Sportivo e degli
Eventi a Cornaredo, con un investimento pubblico senza eguali di 167 milioni,
al progetto Matrix, alla nuova Cittadella della Musica”. Luoghi per dar vita a
spazi di incontro “ci sono. Sono vuoti, inutilizzati e vanno semplicemente
ripresi, riassegnati, rioccupati e abitati collettivamente, individualmente,
socialmente, culturalmente e politicamente”. Per farlo, “riteniamo utile agire
tramite l’autodeterminazione, il coinvolgimento e la coesione”.

