Ticino
"Facciamoci spazio", l'autogestione torna nelle strade
Redazione
10.06.2023 16:38

Il corteo partito da Besso ha attraversato le vie cittadine. Lo scopo? Rivendicare la necessità di spazi di aggregazione e di creazione, e in cui promuovere politica.
“Facciamoci spazio”, “Spazi sconfinati”, “Free to move”.
Sono solo alcuni dei messaggi scritti sugli striscioni preparati per la
mobilitazione di oggi voluta dall’Assemblea
Popolare costituitasi due anni dopo lo sgombero e la distruzione di parte
dell'Ex-Macello.
Il percorso
Il rumoroso corteo, partito attorno alle 16 e accompagnato da un furgone, si è mosso da Besso lungo le vie
cittadine, passando per "luoghi simbolo" in cui, come viene scritto nel comunicato dell'Assemblea, sono pensate riqualifiche "dall'alto e non dal basso". Tra questi vengono citati la città della musica che dovrebbe sorgere a Besso e la nuova Arena Sportiva di Cornaredo.
Gli obiettivi
Lo scopo della mobilitazioni è di rivendicare la necessità di spazi di aggregazione e di
creazione, di spazi in cui promuovere politica, socialità e cultura, e di spazi
degni e accoglienti per persone migranti. Non a caso, il titolo della
mobilitazione odierna era “facciamoci spazio”. Al corteo hanno aderito varie
associazioni e organizzazioni. Presenti diverse centinaia di persone.
“Secondo me c’è
bisogno a Lugano di qualche spazio indipendente, dove le persone possano organizzarsi,
con dei piccoli concerti e degli atelier”, dice a Ticinonews una ragazza presente alla
manifestazione. “Io non faccio parte di nessuna associazione in particolare, ma
abitando a Lugano sento la mancanza di questi spazi. Li frequentavo quando c’erano,
ma sono stati puntualmente chiusi”. La forte presenza di oggi esprime il
desiderio di creare qualcosa. “Se ci sono così tante associazioni, vuol dire
che questa necessità è reale”.
Sartori: "Un discorso che ci appartiene"
“Siamo qua perché il discorso dell'Assemblea
popolare ci appartiene", afferma Noah Sartori, presidente dell'Associazione Idra. "Mi riferisco alla necessità di avere spazi per creare nuove idee nell’ambito
culturale e per questo motivo abbiamo aderito all’appello”. La movimentazione di oggi, viste le molte associazioni presenti, potrebbe forse rappresentare l'inizio di un nuovo corso,
più propenso al dialogo. “Noi come Idra abbiamo
sempre avuto un buon rapporto con i media e le istituzioni", precisa Sartori. "Da parte nostra il discorso sotto questo aspetto non cambia e prosegue sugli stessi binari”.
L'arrivo in centro città
Il vivace corteo è sceso prima lungo via S. Gottardo e successivamente su Via Cantonale, giungendo in pensilina al grido di "10, 100, 1'000 spazi da occupare". Successivamente, i partecipanti si sono spostati in zona Università. L'intera manifestazione, non autorizzata, si è svolta in maniera pacifica ed è terminata davanti alle scuole di Viganello verso le 18:30.

