Caso Zali
File audio, l’interlocutrice ad Antonella Bignasca: «Oggi lei ha perso la faccia»
Red. Online
26.07.2026 15:44

Foto: ©Gabriele Putzu
La donna che si sente parlare nelle registrazioni pubblicate su Instagram ha criticato un passaggio dell'articolo del Mattino sulla vicenda: «Accusare furbescamente la sottoscritta di aver "incitato" l'attuale Presidente del Governo chiedendo le dovute spiegazioni la dice lunga su come il suo Movimento tutela e difende i diritti delle donne maltrattate»
C’è un nuovo capitolo nella
vicenda relativa ai file audio pubblicati sulla pagina Instagram «sa (…
omissis) 1978» in cui un uomo esorta la sua interlocutrice a valutare
azioni contrarie alla legge, tra l’altro un esplicito «riempila di botte»
(il soggetto al centro di queste parole sembra essere un’altra donna). La donna che si sente parlare ha infatti pubblicato un post su Instagram in cui si rivolge all’editrice del
Mattino della Domenica, Antonella Bignasca. In un articolo relativo al
caso scoppiato in questi giorni che, lo ricordiamo, riguarda il direttore del Dipartimento del
territorio Claudio Zali, il settimanale scrive infatti che i famosi file audio «sono di certo frutto
di registrazione illecita. Anche la formulazione “suggestiva” delle domande
della donna, un qualche interrogativo lo suscita: quel “ma allora tu mi
stai dicendo di riempirla di botte?” sembra studiato apposta per incastrare
l'interlocutore. Per fargli dire qualcosa di compromettente da poi usare contro
di lui».
Il post
«Cara Antonella
Bignasca, le scrivo come donna e rivolgo a lei donna il mio pensiero», si legge nel post pubblicato su Instagram. «Distanziarsi dalle gravi affermazioni e furbescamente accusare la sottoscritta di
aver "incitato" l'attuale Presidente del Governo chiedendo le dovute spiegazioni
ad affermazioni gravissime, la dice lunga su come il suo Movimento tutela e
difende i diritti delle donne maltrattate e, più in generale, la violenza in ogni
sua forma». Tacere sulla violenza «è
anch'essa una violenza e lei dovrebbe vergognarsi, in quanto donna innanzitutto.
Non è una questione politica: i comportamenti violenti/abusanti non vanno tollerati
né da sinistra né da destra. Oggi lei ha perso la faccia, ne prenda atto».

