Crisi energetica
Gehri: “La sensazione è che la politica stia facendo poco”
Redazione
15.10.2022 16:33

Foto: Immagine Ticinonews
Come possibile soluzione per il difficile momento vissuto da molte imprese a causa dei rincari, il presidente della Camera di commercio Andrea Gehri chiede di sospendere temporaneamente tutti i tributi pubblici in ambito energetico.
Incertezza. È stata questa la parola al centro del
discorso pronunciato ieri a Bellinzona da Andrea Gehri, presidente della Camera
di commercio, in occasione della 105esima assemblea della Camera. Incertezza
legata alla reperibilità delle materie prime e all’approvvigionamento
energetico, che si manifesta con dei rincari. E malgrado questi fattori non
dipendano né dalla Svizzera, né dal Ticino, Gehri ha chiesto comunque alla
politica, giudicata finora troppo “timida” nel suo agire, di sospendere, almeno
temporaneamente, tutti i tributi pubblici (le tasse) in ambito energetico. “Sarebbe
un segno nella giusta direzione, visto il problema che dobbiamo affrontare”, ha
detto Gehri ai microfoni di Ticinonews. “Noi abbiamo la sensazione che la politica
stia facendo poco in questo momento. E anche se parliamo di un problema
evidentemente di statura nazionale, per quanto riguarda tributi e tasse
cantonali, penso che le aziende di distribuzione dell’energia in Ticino potrebbero
dare un segnale alla popolazione e alle aziende rinunciando temporaneamente a
questi tributi”.
Segnali contrastanti
Non tutti reagiscono ai momenti difficili nello
stesso modo. “Abbiamo segnali un po’ contrastanti: ci sono aziende in grande
difficoltà e altre che lo sono un po’ meno”, precisa Gehri. “I problemi si vedranno
soprattutto nel 2023, quando i nuovi contratti impatteranno sulle spese generali
delle imprese, in modo particolare per quanto concerne l’energia”. Il prezzo “sarà
notevolmente più alto rispetto a quello avuto finora”. Le preoccupazioni delle
aziende sono molteplici. “Ci troviamo in un contesto di tempesta perfetta: non c’è
solo il problema dell’energia, ma anche quello del petrolio e dell’inflazione
galoppante”. Quest’ultima “sta rosicchiando il potere d’acquisto della
popolazione”.
Cosa fare
Per cercare di far fronte alle difficoltà ci sono imprese
che ricorrono al lavoro ridotto, poiché il prodotto che sfornano “ha dei costi talmente
elevati che non riescono più a sostenere l’economia di mercato”. Tra i vari
settori, l’industria “è toccata pesantemente dal rincaro energetico e da quello
delle materie prime”. Anche la ristorazione non è però immune: “Se il potere d’acquisto
per la popolazione diminuisce, avremo meno gente che andrà la ristorante”.
“Servono condizioni buone per il territorio”
Infine, a chi sostiene che meno sgravi
equivarrebbero a meno entrate per lo Stato in un periodo già difficile, Gehri
replica che “l’economia, per progredire, ha bisogno di condizioni quadro che
siano sufficientemente buone per il territorio”. Attualmente in Svizzera “abbiamo
una situazione contrastante; il Ticino si trova al 23esimo posto nel confronto
nazionale sulla competitività aziendale e questo è un problema che deve essere
assolutamente risolto. Dobbiamo creare le condizioni affinché le aziende
possano localizzarsi in Ticino e non vadano altrove”, termina Gehri.

