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Giornate mondiali della gioventù a Lugano, "spingeranno i giovani a interrogarsi"
Redazione
23.04.2025 06:00

L'evento, in programma il primo fine settimana di maggio, raggrupperà i giovani cattolici tra i 16 e i 35 anni. Don Carlo Vassalli, assistente della Pastorale Giovanile: "Lo scopo di questa manifestazione è di rilanciare la fede".
Centinaia di giovani cattolici
giungeranno a Lugano fra due settimane. L’occasione? Le giornate mondiali della
gioventù svizzere che si terranno il prossimo 2, 3 e 4 maggio. Tra le star più
attese figura sicuramente Padre Guilherme, classe 1974, prete e deejay che in
console predica pace, amore e inclusione. Ma non mancheranno anche altri ospiti
musicali. “Vogliamo pensare soprattutto alla gioventù e così abbiamo deciso di
invitare padre Guilherme dal Portogallo, che nell’edizione svoltasi a Lisbona ha
‘svegliato’ i ragazzi”, spiega a Ticinonews don Kamil Cielinski, coordinatore
dell’evento GMG Svizzera a Lugano. “Vi saranno poi un gruppo proveniente dalla
Francia e un altro dall’Italia”.
"Rilanciare la fede"
Nate nell’85, le giornate
mondiali della gioventù (GMG), hanno una lunga storia nella Chiesa cattolica. E
dopo Friburgo e Berna, l’edizione svizzera dell’evento farà tappa a Lugano per
raggruppare i giovani cattolici tra i 16 e i 35 anni. “Tutte le GMG che si sono
celebrate in questi decenni hanno avuto il ruolo di rilanciare la fede”, afferma don
Carlo Vassalli, assistente della Pastorale Giovanile. “Vivere un evento tanto
grande per il piccolo Ticino è sicuramente qualcosa che spingerà i giovani a
interrogarsi e questo è il primo passo per approfondire una propria
spiritualità”.
Vivere la città
L’evento porterà molti giovani
a Lugano, città che si vuole far vivere ai partecipanti. “Avevamo
previsto inizialmente 1'000 giovani. Attualmente si sono iscritti in 500, ma la
speranza è di arrivare a 800”, rileva Valenatina Anzini, Coordinatrice della
Commissione diocesana per la Pastorale giovanile. “La manifestazione è sostanzialmente
concentrata al Conza, ma abbiamo voluto che i workshop fossero dislocati per
permettere ai partecipanti di vivere la città e gustarsi la bellezza di Lugano”.

