La testimonianza
Giovane ticinese al rave di Modena, "Non ho mai visto così tanta gente"
Ginevra Benzi
03.11.2022 14:37

Foto: © Twitter
Gli ultimi giorni al centro della cronaca italiana c’è il tanto discusso rave party di Modena, a cui ha partecipato un giovane ticinese. Il ragazzo ha raccontato la sua esperienza a Ticinonews.
File interminabili di poliziotti e furgoni
dell’antisommossa: è questo lo scenario che si sono trovati davanti i
frequentatori e Dj del rave party fuori Modena, iniziato sabato sera all’interno
di uno stabile in disuso e il cui sgombero, iniziato domenica mattina, si è
concluso definitivamente nella giornata di martedì. Fin da subito “hanno
bloccato tutte le entrate, ma in Italia è normale che siano appostati fuori da
un party illegale fin dall’inizio in modo da essere pronti per un eventuale
sgombero”, ci ha spiegato un giovane ticinese che si trovava a Modena.
La testimonianza di un ticinese
Un sabato sera relativamente tranquillo per chi si
trovava all’interno del rave, ma alle 10.30 circa del mattino seguente la
polizia ha avuto l’ordine di porre fine alla festa. “Sono uscito dallo stabile nel
pomeriggio di domenica e ho visto una lunga fila di colore grigio di poliziotti
e furgoni antisommossa. Una cosa mai vista… Sono arrivati in blocco e hanno
iniziato a marciare verso il magazzino dove suonavamo. Io non ho visto atti
violenti da parte loro, ma è probabile che sia partita qualche manganellata
perché sicuramente qualcuno si è opposto allo sgombero”. Una volta entrati
nello stabile hanno poi invitato i presenti a lasciare l’area, “e siamo anche
stati avvisati che se non l’avessimo fatto allora avrebbero agito con le
cattive”. Ma com’era l’ambiente all’interno del party? “L’ambiente è sempre lo
stesso e, da quel che ho potuto vedere e sentire, all’interno del rave non è
successo niente di grave. Chiaro, ci sono sempre gli elementi che arrecano
disturbo, ma la maggior parte di chi ci va vuole ballare e divertirsi, non
creare casini”. Il rave di Modena ci è stato descritto come “una vera e propria
città creata in meno di tre ore. C’erano strade costruite dalle auto e dai
camper, c’erano bancarelle che vendevano cibo, mentre altre oggettistica di
vario tipo. C’era gente da tutta Europa, ho sentito parlare francese, inglese,
tedesco. Non ho mai visto così tanta gente ad un rave, saremo stati più di
tremila”. All’arrivo della polizia il ragazzo ci ha raccontato che qualcuno
ha anche provato a trovare un accordo con le autorità, “ma non c’è stato niente
da fare”. Gli impianti audio (con tutti i relativi accessori) sono stati
sequestrati, mentre gli organizzatori (circa 16 persone) rischiano fino a 6
anni di carcere per reato contro l’incolumità pubblica. Anche se sono state
identificate circa mille persone e 150 veicoli, “noi siamo a posto”, ci dice
sempre il ragazzo, “non abbiamo avuto problemi. Quello che ci scoccia però è
che contemporaneamente al rave di Modena c’era una marcia fascista di 2mila
persone in giro per l’Italia, ma quello non l’ha fermato nessuno. L’unica cosa
positiva dello sgombero è che la polizia è stata molto cordiale nei nostri
confronti”.
Il rave di Modena
Da sabato 29 ottobre a (teoricamente) lunedì 31 ottobre era stato organizzato
un rave party di grandi dimensioni all’interno di un capannone abbandonato in
zona Modena. Il party in questione si chiama Witchtek e da alcuni anni ha luogo
nel ponte di Ognissanti, ma ogni volta senza permessi. Quest’anno la festa di
musica techno ha visto arrivare quasi 3’000 persone da tutta Europa. Anche se i
rave party illegali non sono una novità in Italia, questo è stato il primo a
essere organizzato sotto il governo Meloni; governo il cui partito lotta da
anni contro questi eventi, secondo cui creano problemi di ordine pubblico e
sanitari. Domenica mattina era infatti partito l’ordine di sgombero e dopo aver
mandato via i presenti, che si sono apprestati a pulire il capannone, sono stati
posti i sigilli all’edificio. Da ieri mattina lo stabile è infatti
completamente vuoto.

