Pro Juventute
Giovani e suicidi, “ciò che preoccupa maggiormente è l’insicurezza del futuro”
Redazione
26.01.2023 13:31

Lo scorso anno le consultazioni giornaliere per pensieri suicidi fra bambini e giovani sono raddoppiate. Ilario Lodi (Pro Juventute): “Per essere d’aiuto ai ragazzi gli adulti devono fornire loro occasioni di esperienza significativa”.
Nel 2022 i casi di crisi per rischio di
suicidio sono quasi triplicati rispetto al 2019. È l’avvertimento lanciato negli
scorsi giorni da Pro Juventute, la quale ha registrato lo scorso anno un
raddoppio delle consultazioni giornaliere per pensieri suicidi fra bambini e
giovani. All'origine di tutto ciò ci sarebbe la “multicrisi", ovvero la
somma tra pandemia, guerra in Ucraina ed emergenza climatica. “Nei ragazzi
questa multicrisi genera una profondissima insicurezza”, spiega a Ticinonews il
Direttore di Pro Juventute Svizzera italiana Ilario Lodi. “Se noi chiediamo ai giovani
qual è la loro più grande preoccupazione, la risposta è che non riescono ad
identificare un futuro che sia un minimo sicuro per quanto concerne lo sviluppo
della loro esistenza”.
I timori legati futuro
Non sapendo cosa li aspetta, “i ragazzi si
costringono sull’esperienza legata al presente, rinunciando a proiettarsi in un
futuro che dovrebbe essere frutto di spunti, stimoli e concretizzazione dei
sogni”. Questo è l’aspetto che li preoccupa maggiormente: “non sono in grado di
mettere delle parole su delle esperienze che stanno loro attorno e che
sembrano, dal loro punto di vista, completamente incontrollabili”.
Il ruolo degli adulti
Per
essere d’aiuto ai giovani gli adulti “devono cercare di fornire loro occasioni
di esperienza significativa”, prosegue Lodi. Ciò implica “ripensare da zero i
rapporti che abbiamo con loro e considerare i ragazzi come soggetti di diritto,
come persone che stanno crescendo e si stanno definendo in un proprio profilo
di personalità”. Questo, paradossalmente, “implica che siamo noi adulti i primi
a dover fare i conti con domande esistenziali così importanti. Non si può
pretendere che i giovani possano trovare degli spunti importanti per la propria
crescita nella figura degli adulti, se siamo noi i primi a non avere bene in
chiaro cosa vogliamo fare”. L’invito è quindi di guardarci allo specchio e “dirci
se ciò che vediamo ci piace e, sulla scorta di quello che abbiamo dedotto,
cercare di condividere con i ragazzi di oggi delle esperienze che riteniamo
essere importanti”, termina Lodi.

