Politica
Giovani politiche in campo contro la violenza
Laura Milani
10.11.2022 10:10

Foto: © CdT
Lanciato un progetto formativo sulla violenza di genere per sensibilizzare la politica, si partirà il 25 novembre.
Quando si parla di violenza di genere in tutte le sue forme le cifre sono
lapidarie. In Ticino, in media, la polizia interviene tre volte al giorno per
violenza domestica. Secondo uno studio bernese, in Svizzera, il 22% delle donne
over 16 ha già subito atti sessuali contro la propria volontà. Un tema, secondo
l’Associazione Puntozero, su cui regna “la cecità e l’inerzia politica”, ha
detto a Bellinzona la presidente Anna Biscossa. Di qui la necessità di un
cambiamento culturale.
Corsi di formazione per giovani politici
In vista del rinnovamento di Governo e Gran Consiglio, un gruppo di giovani
politiche, Mattea David, Nara Valsangiacomo, Laura Riget e Noemi Buzzi, ha quindi
lanciato un progetto formativo indirizzato principalmente ai giovani interessati
a lanciarsi in politica. “Abbiamo bisogno di un cambiamento di generazione e di
genere per affrontare un fenomeno che purtroppo ha poca visibilità e azione
politica”, ha commentato Nara Valsangiacomo a Ticinonews.
Un progetto strutturato a moduli
Si partirà il 25 novembre a Lugano con una conferenza pubblica a cui
seguiranno altri primi 5 moduli a iscrizione. Tanti gli ambiti che verranno
affrontati: “Dal racconto da parte dei media, alle implicazioni psicologiche
fino al sistema giuridico con le varie convenzioni che sono state sottoscritte
dalla Svizzera”, ha spiegato Matteo David. In sintesi, “una visione a 360 gradi
per fornire la giusta competenza e la giusta consapevolezza per cambiare le
cose”.
In Ticino "troppa inerzia"
Competenza e consapevolezza che secondo l’Associazione Puntozero non
sembrano appunto molto diffuse tra la classe politica attuale. Ad esempio, gli
articoli della Convenzione di Istanbul sottoscritta dalla Svizzera quasi cinque
anni fa non vengono di fatto applicati. Per questo, pur riconoscendo alcuni
passi nella giusta direzione, la direttrice Elena Nuzzo non promuove la
legislatura che sta per concludersi. “Devono esserci delle misure implementate
a livello sistematico in tutti gli ordini di scuola, così come delle formazioni
obbligatorie per tutte le figure professionali e delle offerte di formazione continua”,
ha detto.
Il progetto, apartitico, è sostenuto finanziariamente e simbolicamente
anche dall’Ufficio giovani del DSS.

