Ticino
Gli allevatori: “La politica sta ignorando il problema del lupo”
Redazione
29.08.2024 06:00

I Comuni valmaggesi sostengono gli allevatori, che tornano ad alzare la voce. “Le predazioni diminuiscono perché i contadini ormai abbandonano gli alpeggi”.
“Quest’estate, dopo quella catastrofica del 2022,
è la peggiore e purtroppo ci sono molti allevatori che hanno deciso di scaricare
gli alpeggi anticipatamente. Altri hanno scelto di non portare più neanche certi
animali sugli alpeggi”. A
raccontare a Ticinonews la sua storia è il giovane allevatore valmaggese
Matteo Ambrosini, il quale, dopo neanche 10 anni, ha deciso di gettare la spugna
e di vendere le sue capre. E non è il solo. “C’è chi ha smesso e ha venduto gli
animali. Altri, che sono solo alpeggianti, li hanno mandati a casa dai loro proprietari.
Proprietari che adesso li tengono nei recinti e devono fare molto lavoro extra”.
Preoccupazione per il lupo, ma non solo
Il
problema è noto, ma mai come quest’anno si è assistito a un fuggi fuggi dagli
alpeggi molto prima che la stagione finisca. Di qui la conferenza organizzata
dall’Associazione comuni Vallemaggia. Secondo il presidente Michele Rotanzi, le
conseguenze saranno devastanti non solo per l’economia alpestre, ma anche per
la cura del territorio e il turismo. “Le preoccupazioni concernono il lupo, ma
soprattutto il fatto che non si vede un’attività decisa da parte dell’autorità
politica e del Consiglio di Stato”, commenta Rotanzi. “Si tentenna, si aspetta e
si applica forse troppo alla lettera le regole federali. Occorre che il Governo percepisca l'intero problema, che non riguarda solo i lupi ma tutta una zona dell’arco
alpino e quindi anche del territorio, il quale va assolutamente salvaguardato”.
Pedrini: “Predazioni diminuite ma attacchi raddoppiati”
In
particolare, non sono state digerite le parole del consigliere di Stato Claudio
Zali, che la scorsa settimana, dopo il blocco del ponte di Visletto, ha
ricordato la legislazione federale e il fatto che le predazioni, rispetto al
2022, sono diminuite. “Con i numeri si può giocare. È vero, le predazioni
sono diminuite, ma gli attacchi da parte dei lupi sono raddoppiati”, precisa
Omar Pedrini, presiedente
dell’Unione contadini. “Inoltre, il dato sulle predazioni diminuite deve essere
associato anche al numero di alpeggi non più caricati. Si sta avvicinando quel
momento che noi predichiamo da anni, quello in cui il lupo farà morire e chiudere
gli alpeggi”.
“Tenere in considerazione le particolarità del Ticino”
E
se pensare di eliminare del tutto il lupo è utopia, la richiesta è quella di
riconoscere quanto meno la particolarità del Ticino. “Noi non vogliamo essere
differenti dagli altri, ma vogliamo che le nostre particolarità siano tenute in
considerazione”, afferma Pedrini. “Mi riferisco alla proteggibilità non sempre
attuabile su determinati alpeggi e all'esercitare pressione per cambiare le
leggi che non funzionano”.

