L'intervista
Gobbi: "Non sarò io a salire sulle barricate"
Redazione
18.12.2023 21:30

Il consigliere di Stato leghista parla a Ticinonews della sua nomina a coordinatore del Movimento. "La lealtà nei confronti del partito è la stessa che devo ai colleghi di Governo".
La notizia è giunta nella serata di ieri: la
Lega dei Ticinesi, riunita per un’assemblea straordinaria a
Rivera, ha deciso di nominare Norman Gobbi coordinatore del Movimento fino
almeno a dopo le comunali di aprile. Gobbi potrà scegliere personalmente il
resto della squadra alla guida del partito. Un compito che però dovrà convivere
con quello di membro del Governo...
“Sicuramente
un peso importante, proprio perché il doppio ruolo, di consigliere di Stato e, dopo la nomina di ieri sera, di coordinatore e traghettatore del Movimento, è un impegno e sarà importante
scindere bene le due funzioni proprio nell'interesse di una parte e dell'altra. La
lealtà nei confronti del Movimento, che mi ha portato a dire ‘sì’ ad assumere
questo ruolo, evidentemente è la stessa che devo ai colleghi di Governo”.
Su
questo punto sorgono i maggiori interrogativi. La Lega da tempo dice di voler
tornare sulle barricate, mentre un consigliere di Stato ha anche un ruolo
istituzionale. Come farà a far coincidere i due?
“Sicuramente
non sarà Norman Gobbi a fare questa voce. Il Movimento è fatto per fortuna da più
teste, voci e volti, e queste voci potranno assumere tale ruolo nei confronti
del pubblico, del politico, ma anche e soprattutto dei media”.
Come
pensa di poter dare una nuova spinta a questa Lega, che anche nella ricerca di
un coordinatore ha sempre fatto fatica a trovare il suo nuovo volto?
“Diciamo
che anche la decisione di ieri sera di rivedere criticamente gli statuti,
quindi di rivedere completamente tutta l'organizzazione, è la missione
prioritaria che avrò in questi mesi proprio per creare le basi per il futuro
coordinatore del partito, nell'ottica di avere una struttura che possa
funzionare, ma essere anche più flessibile e snella, per rispondere
alle aspettative dei ticinesi in primis, ma anche poi per affrontare le
prossime tappe e sfide elettorali”.
Lo ha
detto lei, una rivoluzione drastica in quello che sarà l'organizzazione. Sono
stati i risultati delle federali a spingere a una scelta del genere?
“Le
voci critiche c'erano già state nel mese di giugno dopo le elezioni cantonali. Dopo
le federali si deve ulteriormente affrontare questa discussione sull'organizzazione
interna, visto che da un lato l'apertura democratica che ha fatto la Lega con i
nuovi statuti magari mal si concilia con lo spirito del Movimento”.
Una
delle pressioni maggiori dal punto di vista elettorale che subite è quella
dell'UDC, con cui siete sempre alleati. Ma quanto sta erodendo il vostro bacino
elettorale?
“Diciamo
che l'alleanza è vincente: lo è stata nel mese di aprile per la Lega,
confermando due leghisti in consiglio di Stato, e lo è stata anche nell'ambito
dell'alleanza per le Camere federali, portando 4 deputati ticinesi su 10
dell'area Lega-UDC. Evidentemente i risultati poi del Movimento sia a livello cantonale
sia federale non sono stati quelli attesi, quindi lo scopo è di recuperare e di
evitare questo travaso. L'obiettivo però rimane quello di far vincere l'area Lega-UDC”.
Il
prossimo appuntamento elettorale sono appunto le comunali. Cosa si aspetta dal suo Movimento?
“Le
elezioni comunali si combattono a livello locale, quindi saranno importanti le
persone localmente, dal punto di vista dei municipi, dei sindaci già in carica, nelle città così come nei comuni urbani o periferici. Qui credo
che sarà importante davvero dare quella spinta, quel nuovo slancio, quella positività
di cui in questo momento la Lega necessita”.
Una
delle città più importanti per la Lega è da sempre Lugano, dove c'è Michele Foletti che
cerca la conferma, ma si vocifera anche che l'UDC potrebbe scendere in campo più
in forze. Vede questo come un timore?
“Non
lo vedo come un timore, perché se è vero che dopo la morte di Marco Boradori la Lega
a Lugano ha avuto un forte colpo dal punto di vista delle personalità che si sono messe a disposizione,
Michele Foletti in questi due anni ha dimostrato di essere in grado di adempiere
pienamente al ruolo di sindaco in maniera aperta, collegiale, facendo partecipare
tutto il Municipio alle decisioni, ma anche e soprattutto con i progetti e le sfide che una città
importante come Lugano deve affrontare. Credo quindi che in questo senso
possiamo guardare con positività alle elezioni comunali per la città di Lugano”.
Per concludere,
il suo ruolo per il momento è stato definito almeno fino alle elezioni
comunali, un ruolo diciamo ‘ad interim’. Ma quale potrà essere il futuro della Lega?
Si vedono dei volti oltre al suo in grado di guidare il Movimento?
“Sono
convinto che ci sono. Si tratta di quei diamanti che bisogna andare a cercare
con il martello e la punta per farli davvero brillare, e questo sarà un po' il
mio ruolo. Credo che la Lega sia sempre stata un movimento in grado di far crescere
i giovani. Io ne sono magari anche l'espressione: nel 1999 sono entrato in Gran
Consiglio, 12 anni dopo in Consiglio di Stato. Penso che questa storia della Lega
debba essere maggiormente valorizzata, proprio perché è stata sempre una grande
forza quella di puntare sui giovani”.
L'intervista completa andata in onda a Ticinonews:

