Politica
Gran Consiglio, no ai limiti per i premi di cassa malati
Redazione
21.11.2022 17:29

Foto: ©Chiara Zocchetti
L'iniziativa del Partito Socialista che voleva limitare i premi di cassa malati al 10% del reddito è stata bocciata del parlamento ticinese.
La proposta del
Partito Socialista era chiara, così come il risultato finale: 53 sì, 21 no e 5 astenuti. Il Gran Consiglio ha accolto il rapporto di maggioranza e bocciato l’iniziativa del
Partito Socialista che, in poche parole, chiedeva di “limitare i premi di cassa
malati al 10% del reddito”. Oggi, infatti, i premi di cassa malati sono tornati
all’attenzione del legislativo cantonale grazie all’iniziativa parlamentare
socialista “Limitiamo i premi per il ceto medio e rendiamo accessibile
l'aiuto agli aventi diritto!" presentata nel 2019.
Cosa chiedevano i socialisti
Tre i punti principali
su cui si concentrava la proposta socialista che costerebbe una decina di milioni
l’anno: allargare la fascia di reddito che può beneficiare dei sussidi di cassa
malati per dare un sostegno anche alla parte di ceto medio ora esclusa dagli
aiuti. I premi, per gli iniziativisti non dovrebbero mai superare il 10% del
reddito. Il secondo punto riguarda la riduzione della quota residua a carico
degli assicurati, ovvero aumentare i sussidi per fare in modo che chi ne beneficia
possa ricevere un aiuto maggiore. Il terzo punto riguarda invece l’accesso a
questi aiuti perché per i socialisti la procedura è troppo complessa.
Le motivazioni dei contrari
Il Centro
e la destra sono contrari alla proposta del PS. Il motivo? La riduzione dei
premi nell'assicurazione sociale e obbligatoria contro le malattie (RIPAM) ha mostrato
di funzionare e non è quindi il caso di rivederla. Per quest’area del parlamento,
infatti, è soprattutto a Berna che bisognerebbe intervenire e in questo senso
ci sono già delle iniziative popolari federali e dei controprogetti ancora
pendenti che potrebbero presto essere messi al voto. Non solo, per la maggioranza
l’aumento dei sussidi non è la panacea a tutti i mali, perché bisogna sì
ridurre i costi, ma anche responsabilizzare gli assicurati.
“Una decisione scandalosa”
Il Partito Socialista ha espresso delusione per la bocciatura odierna definendo la decisione "scandalosa, soprattutto considerando che il rincaro e la crisi energetica stanno mettendo sotto pressione il potere d’acquisto della popolazione". Secondo il PS loro proposta “avrebbe sostenuto in modo mirato il ceto medio, in particolare coppie senza figli e persone sole”, ma respingendo il rapporto di minoranza “la destra ha perso un’altra occasione per aiutare il ceto medio”.

