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“Guardare i porno non va bene”, la campagna manca il bersaglio

Redazione

10.05.2023 20:04

Foto: Screenshot YouTube

Fanno discutere i toni utilizzati nella nuova campagna contro la pornografia fra gli adolescenti promossa dal servizio intercantonale Prevenzione Svizzera della criminalità.

Il video

Colpo di scena finale

Critiche e replica

  • “Troviamo alquanto sorprendente che un personaggio animato sembri rappresentare, per alcune persone, una grave minaccia rispetto al fatto che i minori di 16 anni siano generalmente confrontati con tutte le forme di pornografia”.
  • “La “figura autoritaria del buttafuori” e la sua sorprendente trasformazione alla fine del video sono ovviamente da intendere in modo umoristico e come una strizzatina d’occhio. Abbiamo “testato” questo video facendolo vedere a una ventina di giovani e nessuno di loro si è sentito minacciato. Anzi, la maggior parte l’ha trovato molto divertente. Abbiamo però preso atto che non tutti condividono questo tipo di umorismo e lo rispettiamo. Accontentare tutti è un’arte che nemmeno la PSC è in grado di padroneggiare”.
  • “Non capiamo l’argomento secondo cui criminalizzeremmo questo comportamento, in quanto è già punito dal codice penale”.
  • “Non abbiamo un mandato in materia di educazione sessuale e questo non è neppure il nostro approccio. Eppure un certo numero di educatrici e educatori sessuali ci hanno criticato per questo nei loro feedback. Probabilmente non abbiamo fatto un’informazione sufficiente sull’uso dei nostri materiali e sul contesto, altrimenti non riusciamo a spiegarci questa critica”.
  • “Ci è stato pure detto che non abbiamo centrato il gruppo destinatario. Abbiamo scelto la fascia d’età compresa tra i 10 e i 16 anni perché i temi trattati riguardano questo specifico gruppo. Siamo consapevoli dell’eterogeneità di questa fascia di popolazione e quindi anche del fatto che alcuni si sentono interpellati e altri no. Questa difficoltà riguarda però quasi tutte le campagne di prevenzione e ci sorprende che alcune persone critiche non lo capiscano”.

“Un finale ambiguo”

“Aiutare i ragazzi ad essere empatici”

L’importanza dell’educazione sessuale

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