Salute
"Ho l'impressione che gli anziani di domani saranno più sani di quelli di oggi"
Redazione
20.05.2025 06:47

Con il geriatra William Pertoldi analizziamo lo stato di salute della popolazione attuale e le prospettive per il futuro. "Credo che in Ticino la gente viva bene".
Più malattie croniche e depressione per le donne, più obesità e fumo tra gli uomini. L’indagine 2022 dell’Ufficio federale di statistica rivela chiare differenze di salute tra i due sessi. Ma come bisogna leggere e interpretare queste informazioni? Ticinonews lo ha chiesto al geriatra William Pertoldi.
Dai dati emerge che le donne continuano a vivere di più, ma
non necessariamente meglio rispetto agli uomini. È così anche dal suo punto di osservazione?
“Questi sono dati sicuramente significativi, che valgono per il
Ticino e per tutta la Svizzera. Sappiamo da tempo che le donne hanno una
speranza di vita maggiore rispetto agli uomini. Il fatto che gli anni in buona
salute siano ridotti nelle donne rispetto a questo divario è perché comunque vivendo
di più raccolgono un numero maggiore di malattie croniche, e sanno anche sopravviverci più a lungo.
Sono molto più resilienti degli uomini”.
Le malattie croniche sono dunque in crescita. Ma di quali
stiamo parlando?
“Le statistiche dicono che sono soprattutto le malattie
cardiovascolari, polmonari che la fanno da padrone. Abbiamo poi tutto l'apparato
osseo articolare, con l'artrosi e l’artrosi deformante. E sta emergendo
sempre di più l’importanza delle malattie neurodegenerative, soprattutto delle demenze: chi vive di più è anche più soggetto a sviluppare una
demenza, perché l'età è il fattore di rischio principale”.
Quindi sono realmente in crescita rispetto al passato. Il
motivo è la maggiore longevità o ci sono altri fattori, magari lo stile di vita
o lo stress?
“Lo stile di vita sicuramente è cambiato. Noi adesso abbiamo
una generazione che ha vissuto la propria gioventù negli anni 50' e 60', dove tanti
fattori di prevenzione non erano ancora sviluppati e messi in atto in maniera
sistematica. Oggi disponiamo di stili di vita maggiormente salutari, perché
facciamo molto più spesso attenzione a come viviamo, mangiamo e a quale attività
sportiva facciamo. Però dobbiamo anche lasciare che questi aspetti possano avere un impatto sulla popolazione. Lo vedremo forse nei prossimi 20-30 anni. Lo
stress che noi viviamo oggi è importante, diverso probabilmente da quello che
affrontavano i nostri genitori e nonni. E comunque, anche loro si trovavano in situazioni
stressanti, diverse, ma comunque impegnative”.
Secondo lei gli anziani di domani saranno più sani rispetto
a quelli di oggi?
“Io ho l'impressione che gli anziani di domani saranno comunque
più sani, perché raccolgono l'eredità di uno stile di vita e di una dieta più
salubri”.
Anche la medicina compie passi da gigante. Potrà quindi accompagnare anche questo cammino verso una terza-quarta età in maggiore
salute?
“La medicina intesa come medicina che possa salvare le
persone, non so quanto possa incidere su una popolazione ampia. È chiaro che i
progressi di oggi ci permetteranno di avere dei risultati. Non
credo che sarà proprio la medicina la responsabile di un ulteriore aumento
della speranza di vita e di una maggiore qualità di vita; credo che
sarà più il come arriveremo a un'età avanzata”.
Abbiamo portato il focus sulle problematiche, ma le
percentuali dicono che la maggior parte degli anziani vive comunque in salute
tutto sommato buona. Guardando al complesso, secondo lei gli anziani in Ticino
che qualità di vita riescono ad avere?
“Credo che la nostra popolazione viva bene, con una buona qualità di vita, e lo dimostra il fatto che il Ticino è il cantone dove
la speranza di vita è più lunga. E non solo in Svizzera: è una regione in
assoluto nel mondo con la speranza di vita più alta. Ciò testimonia che abbiamo raccolto gli insegnamenti passati, e abbiamo comunque uno stile di
vita forse diverso rispetto ad altre zone della Svizzera o dell'Europa”.
L'intervista completa a Pertoldi a Ticinonews:

