IL SONDAGGIO
I lavoratori di Unia bocciano in massa l’AVS21
Teleticino
13.09.2022 07:12

Foto: ©Gabriele Putzu
Un sondaggio tra gli iscritti del sindacato Unia mostra un chiaro no alla riforma AVS21. A partecipare soprattutto le donne, le più interessate dai cambiamenti previsti.
Il sindacato Unia ha chiesto ai
propri aderenti un’opinione sulla riforma Avs21, in votazione il prossimo 25
settembre, e loro l’hanno bocciata a grandissima maggioranza: il 98,81% degli
intervistati ha detto no. “Da parte di
chi lavora il messaggio è chiaro: un no enorme”, commenta il segretario regionale
di Unia Giangiorgio Gargantini.
Una questione femminile
La riforma Avs21 ha un aspetto
che pesa in particolare: l’età pensionabile delle donne, che dovrebbe salire di
3 mesi all’anno per arrivare a 65 anni entro il 2028. E l’interesse femminile
emerge chiaramente dal sondaggio: basti pensare che l’88,67% dei partecipanti è
donna.
E in futuro?
A spaventare il sindacato Unia,
però, non è solo questa riforma delle pensioni, ma anche quelle future: “Sono già in
cantiere altre riforme che mirano ad esempio a portare l’età di pensionamento
di tutti a 67 anni o addirittura di legarla all’aspettativa di vita, sono
proposte completamente assurde”, spiega il sindacalista Vincenzo Cicero. Il
sindacato, nel corso della conferenza stampa tenutasi oggi, ha anche denunciato
il presunto ostracismo di alcune aziende: “Alcune grandi industrie, alcune
grosse catene della grande distribuzione”, continua Cicero, “hanno detto
chiaramente che non si può fare politica sul posto di lavoro e questo secondo
noi è un dato preoccupante. Il nostro obiettivo era proprio far capire che la
politica è anche discutere di condizioni di lavoro”.

