Ticino
I pesci dei nostri laghi sono commestibili? In corso le analisi
Redazione
19.11.2024 08:04

C’è preoccupazione per la presenza di contaminanti ambientali nel Verbano e nel Ceresio, in particolare per la quantità di PFAS che si accumulano nelle specie ittiche.
I pesci dei nostri laghi sono commestibili? La
risposta sarà nei risultati delle analisi del laboratorio cantonale. 500 specie
ittiche sono state prelevate dal Ceresio e dal Verbano per verificare la
presenza di PFAS, un contaminante potenzialmente pericoloso per la salute che
da quest’anno deve sottostare a limiti di legge. “Abbiamo chiesto a dei pescatori
di pescare per noi diverse specie, le più interessanti, in diversi periodi dell’anno,
per vedere se vi siano dei trend dati dalla stagionalità”, afferma ai microfoni
di Ticinonews Nicola Forrer, direttore del Laboratorio cantonale. Come detto, sono stati pescati 500 pesci e le
analisi, tuttora in corso, ci diranno se i livelli di PFAS sono entro i limiti
della nuova legge in vigore da febbraio. Si tratta di contaminanti molto
presenti nell’ambiente: “È un gruppo di sostanze che comprende numerosissimi composti prodotti da
decenni dall’industria e utilizzati praticamente ovunque per le loro qualità
antigrasso, idrorepellenti e di estrema resistenza alle temperature”, prosegue
Forrer. Proprio per questo, però, "sono anche problematici dal punto di vista ambientale:
sono difficilmente degradabili e quindi li si trova nell’ambiente e nella
catena alimentare”.
I rischi
Pur non essendoci un pericolo di tossicità
acuta, i problemi dell’assunzione di PFAS riguardano effetti a lungo termine. “Ci
sono determinate sostanze appartenenti a questa grande famiglia che hanno degli
effetti negativi sulla salute, in particolare su reni, fegato e sistema
immunitario”, avverte Forrer. “La produzione di diverse sostanze è stata vietata,
ma, come detto, sono così persistenti che le ritroviamo ancora nell’ambiente”.
Possibili divieti?
L’analisi dei dati è ancora in corso, tuttavia,
“vedendo i risultati di campagne simili svolte in altri cantoni e
basandoci anche sui dati passati provenienti dai nostri laghi, possiamo presupporre
che anche da noi ci saranno delle non conformità”. Un esempio recente viene dai
cantoni Basilea Campagna e Città, dove alla luce di un’eccessiva contaminazione
da PFAS nei pesci, le autorità hanno sconsigliato di mangiare regolarmente il
pescato indigeno, o di consumarlo al massimo una volta al mese. In Ticino potremmo arrivare a
un divieto di pesca per determinate specie? “Questo non è direttamente di
nostra competenza. Noi analizziamo le derrate alimentari sul mercato e lì vale
l’autocontrollo. Saranno dunque in primis i pescatori a doversi adeguare alla
situazione e a prevedere delle analisi o delle misure, in modo da immettere sul
mercato solo derrate alimentari conformi”. Dopodiché “noi procederemo con dei
controlli sul mercato. Se il sistema funzionerà, non serviranno accorgimenti. In caso contrario, si potrebbe pensare in futuro a dei divieti, non di pesca, ma
di immissione sul mercato di determinate specie”, termina Forrer.

