Il caso
I tagli minacciano i radar di MeteoSvizzera, Gaia: «Senza di essi le allerte non sarebbero possibili»
Redazione
17.07.2026 06:00

Il capo previsioni e consulenze di MeteoSvizzera ribadisce l'importanza di questi apparecchi - «Copriamo l'intero territorio e siamo in grado di sorvegliare tutto quanto ha a che fare con le precipitazioni»
Anche MeteoSvizzera è chiamata a fare
sacrifici. È notizia di questi giorni che il rinnovo di alcuni radar è a
rischio per mancanza di fondi nell'ambito del pacchetto di risparmi deciso
dalla Confederazione. «Sappiamo che le finanze federali non sono messe troppo
bene e il Parlamento ha quindi deciso tutta una serie di misure che impattano su tutti gli uffici», spiega a Ticinonews Marco Gaia, capo previsioni e
consulenze di MeteoSvizzera. «Nel nostro caso i risparmi vanno a toccare anche
delle infrastrutture che funzionano 24 ore su 24, 365 giorni all'anno. Il
nostro compito è sorvegliare l'atmosfera e lo dobbiamo fare senza lasciare dei
buchi. Non possiamo fare le previsioni
solo per il 90% di una giornata».
L’importanza di questi strumenti
Come detto, fra
le infrastrutture toccate vi sono anche i radar. «In Svizzera ne abbiamo cinque e uno
di questi è in Ticino, sul Monte Lema», prosegue Gaia. Con questi apparecchi «copriamo
l'intero territorio e siamo in grado di sorvegliare tutto quanto ha a che fare
con le precipitazioni: possiamo dire dove sta piovendo, dove sta nevicando e
dove sta grandinando». Queste informazioni «costituiscono poi la base per le
previsioni e le allerte in favore della popolazione e delle autorità». Per fare
un esempio «le allerte per temporali che proprio in questi giorni vengono
regolarmente emesse, non sarebbero possibili senza i dati forniti dalla rete
dei radar meteorologici». Non solo: «Non vi è pilota che decolla o atterra senza
avere delle previsioni legate anche alle precipitazioni. E per poterle fare, abbiamo
bisogno dei dati».
«Dobbiamo anticipare i tempi»
È anche importante rilevare che la rete
radar attualmente in funzione, la cosiddetta rete di quarta generazione, «è
stata costruita fra il 2010 e il 2016 e comincia ad arrivare a fine vita». Dopo
quasi 25 anni di attività, inoltre, «iniziano anche a scarseggiare i pezzi di
ricambio. Per il momento sta funzionando tutto bene, ma noi dobbiamo anticipare
i tempi, perché se dovesse saltare improvvisamente un radar, non avremmo più
dati da quell’apparecchio». E le cifre, oltre ad essere importanti per MeteoSvizzera,
«servono anche, ad esempio, agli idrologi per stimare in quali parti del Paese
ha piovuto e quanto».
Come agire
La domanda da porsi adesso è cosa può fare
MeteoSvizzera in proposito. «Noi siamo
un ufficio federale. Abbiamo quindi delle procedure interne per spiegare a chi
di dovere a Berna quali sono le conseguenze dei tagli. L'abbiamo fatto, lo
faremo ancora e cercheremo di portare i nostri argomenti sul tavolo, nella
speranza di convincerli a mettere a disposizione i soldi che servono a rinnovare questa importantissima rete di misura», conclude Gaia.

