Ticino
“Ideologia gender” a scuola, il Governo bacchetta Robbiani
Redazione
17.03.2023 16:11

Foto: ©Gabriele Putzu
Il Consiglio di Stato risponde a un’interrogazione del deputato Massimiliano Robbiani (Lega dei Ticinesi) che parlava di “ideologia gender” inculcata agli allievi di una scuola media. “Nessun indottrinamento da parte del docente”.
Il riferimento a una coppia omosessuale con figli, proposto
da una docente di tedesco a una classe di seconda media nell’ambito di un
esercizio sui tempi verbali, “non è né antiscientifico né tantomeno ideologico”.
Lo scrive il Consiglio di Stato rispondendo a un’interrogazione inoltrata dal
granconsigliere leghista Massimiliano Robbiani, che aveva giudicato “inaccettabile” l’utilizzo di una lezione
di tedesco “per inculcare agli allievi l’ideologia 'gender' che un figlio
possa avere due madri, o due padri. Se questa è la scuola per i nostri
figli, andiamo decisamente molto male”, aveva scritto Robbiani.
Confusione tra “sesso” e “genere”
Nella sua risposta il
Governo contesta
alcuni termini utilizzati nell’atto parlamentare per qualificare la possibilità
che coppie omosessuali possano avere dei figli, come l’aggettivo “vomitevole”.
L’Esecutivo puntualizza inoltre che nell’atto parlamentare si confondeva il
concetto di ‘sesso’, riferito alle caratteristiche biologiche che distinguono
individui di sesso maschile da quelli di sesso femminile, con il concetto di
‘genere’, riferito invece alle componenti di natura sociale e comportamentale
che determinano l’identificazione e l’appartenenza culturale di un individuo a
uno dei due sessi o a entrambi, oppure ancora a nessuno di essi,
indipendentemente dalla propria identità biologica. Il genere, pertanto, “è anch’esso
a pieno titolo un oggetto di ricerca scientifica nel campo delle scienze umane
e sociali”.
Cosa conta per lo sviluppo del bambino
Il Consiglio di Stato precisa anche che con l’entrata in
vigore del “Matrimonio per tutti”, le coppie sposate dello stesso sesso possono
adottare congiuntamente un figlio e accedere alle banche del seme. Viene inoltre
citato uno studio del centro Gender studies del Departement
Gesellschaftswissenschaften dell’Università di Basilea secondo cui la disponibilità
di una persona di riferimento costante, che dia al figlio calore e sostegno sul
piano emozionale, risulta fondamentale per garantire il benessere del bambino, “indipendentemente
dal tipo di famiglia”.
“Affrontare i cambiamenti con curiosità e spirito critico”
In merito alle domande di Robbiani se il DECS fosse al
corrente di quanto accaduto e lo approvasse, il Consiglio di Stato risponde che
il Dipartimento non era a conoscenza del caso preso in esame, dato che la stesura
di esercizi rientra nella sfera della libertà di insegnamento e dell’autonomia
didattica. Il caso preso in esame, viene ribadito, “è ben lungi dal violare uno
dei vincoli imposti dalla Legge della scuola alla libertà di insegnamento e
all’autonomia didattica”. La scuola, in quanto istituzione educativa, “non può
astenersi dal riferirsi al mondo al quale appartiene e deve interagire con la
realtà sociale e culturale”. Confrontata a cambiamenti come quelli riferiti al
‘genere’, la scuola “deve permettere ai propri allievi di conoscerli, capirli e
affrontarli con curiosità e spirito critico”. Quanto sopra “non va considerato
un indottrinamento da parte del docente”.

