Ambiente
Il calabrone asiatico è presente anche in Svizzera, ma non in Ticino
Redazione
04.07.2023 06:09

Foto: © Dietemann Agroscope ZBF/CRA
Per il momento, a parte un avvistamento di un individuo di qualche anno fa, nel nostro cantone non si è ancora registrata la presenza di questo insetto vorace.
È arrivata dalla Cina con un carico di vasi:
purtroppo c’era una femmina fecondata e da lì ha iniziato a svilupparsi. È
stata trovata in Francia, nel 2004, nella zona di Bordeaux. In Svizzera il primo
rilevamento è avvenuto nel Jura nel 2017. Dopo qualche tempo, è stata individuata
anche a Ginevra e l’anno scorso si è diffusa molto in Svizzera francese e in
zona Soletta. Stiamo parlando della vespa velutina, un insetto famelico che ad
oggi non ha trovato antagonisti o parassiti a fermarlo, e che può arrecare
danni importanti a un ecosistema. Finora, fortunatamente, a parte
l’avvistamento puntuale di un individuo avvenuto qualche anno fa, in Ticino non
si è ancora registrata la sua presenza.
I pericoli di questo insetto
La vespa velutina “è una specie che fa delle
colonie molto grandi ed è estremamente vorace”, spiega a Ticinonews Lucia
Pollini del museo cantonale di storia naturale. Da una parte “mangia tanti
insetti, creando un problema di equilibrio ecologico perché va a sostituire la nicchia
di calabroni o vespe autoctone”. Dall’altra, genera una problematica economica.
La vespa velutina, infatti, “dopo una prima fase in cui mangia soprattutto api
selvatiche, mosche e bruchi, a fine stagione, quando la colonia è molto grande,
ha l’abitudine di attaccare le arnie”.
I danni e le contromisure
In altre regioni d’Europa la presenza della vespa
velutina, conosciuta anche come calabrone asiatico, ha già inferto grossi danni
alle colonie di api, letteralmente assediate nelle loro arnie da questa specie
alloctona. In Ticino, una zona che per condizioni potrebbe essere
potenzialmente a rischio è il Mendrisiotto. Per questo motivo il Cantone ha
deciso di adottare un approccio preventivo, diramando ieri mattina
un’informativa. “Bisogna avvertire quando si trova questo insetto”, prosegue
Pollini. In Ticino non c’è ancora la task force che si occuperà di eliminare il
nido “ma occorre tenere gli occhi aperti. E non si deve cercare di mettere
delle trappole preventive, perché così facendo si causa un danno molto grande
alla natura”. Queste trappole infatti “potrebbero non riuscire a catturare il
calabrone asiatico, ma nel frattempo ucciderebbero tanti altri insetti”.
Come riconoscere e dove segnalare
Le segnalazioni possono essere fatte sul portale
calabroneasiatico.ch, corredate da un video o un’immagine che certifichi che si
tratti di una vespa velutina. Per distinguere questo insetto, occorre tenere a
mente alcune sue particolarità. “Il calabrone europeo è più grande rispetto a
quello asiatico, ha una colorazione più chiara e dei disegni gialli sull’addome”,
spiega Pollini. Il calabrone asiatico, invece “ha l’addome scuro con delle
piccole righe gialle”. Altra differenza concerne la colorazione delle zampe: “in
quello europeo è marrone, mente in quello asiatico è gialla ed è un colore che
contrasta molto su un animale così scuro”.
I due nidi
Ma cosa si sta facendo nel resto della Svizzera
per contrastare questo insetto? “Sull’arco lemanico c’è un gruppo di intervento.
Quando arriva una segnalazione, si cerca il nido e addirittura si catturano degli
individui per attaccare loro addosso dei microtrasmettitori, in modo da
seguirne il volo e localizzare la colonia”. Questa specie fa due nidi all’anno:
uno, quello inziale, è più piccolo e spesso si trova a 1.5-3 metri di altezza,
spesso su strutture antropiche ed è quindi più facile da eliminare. Il secondo,
costruito a partire da luglio, “compare a dieci metri di altezza sugli alberi e
quindi l’intervento richiede dei forestali che salgano sulla pianta”. Inoltre, è
proprio questo il momento in cui la vespa velutina attacca maggiormente l’ape
domestica “perché la colonia è grande e ha bisogno di cibo”, termina Pollini.

