Tribunale federale
Il Ccl per gli architetti è definitivamente in vigore, Fonio: "Un lavoro durato anni"
Redazione
04.05.2023 14:13

Il Tribunale di Losanna ha respinto il ricorso presentato nel 2020 da Usic in merito all’obbligatorietà generale del contratto collettivo di lavoro per il settore, in vigore dal 1° gennaio.
“Gioia e soddisfazione”: con queste parole i sindacati UNIA e
OCST, assieme all’Associazione studi di ingegneria e di architettura ticinesi
hanno commentato la decisione del 3 maggio 2023 del Tribunale federale di respingere
il ricorso presentato durante il 2020 dall’Unione svizzera degli studi
consulenti ingegneri e da altri 13 studi, i quali contestavano l’obbligatorietà
generale di un contratto collettivo di lavoro.
Il contesto
Ma facciamo un passo
indietro: le negoziazioni inerenti il Ccl per il settore erano iniziate tredici
anni fa, a cui era seguita – dopo cinque anni – l’entrata in vigore del
Contratto collettivo di lavoro per gli studi di progettazione (architetti,
ingegneri e disegnatori). Tuttavia, mancava ancora il sigillo delle autorità
federali e cantonali per sancirne l’obbligatorietà generale nei confronti di
tutte le imprese del settore, quindi non solo di quelle che hanno firmato il
contratto. Un iter conclusosi a fine 2020, così - dal 1° gennaio 2021 -questo
Ccl è diventato lo strumento principale per regolare le condizioni di lavoro
del settore che, ad oggi e solo in Ticino, impiega più di 2'500 persone in
oltre 400 studi. La sezione ticinese dell’Usic (Unione svizzera degli studi
consulenti ingegneri), unitamente a 13 studi, si era detta tuttavia contraria e
aveva promosso un ricorso presentato poi al Tribunale federale in cui veniva
contestata di fatto l’obbligatorietà generale.
Fonio: "È una giornata molto bella"
Interpellato da Ticinonews, il sindacalista OCST Giorgio
Fonio ha definito “molto bella” la giornata di oggi. “È stato un lavoro di
costruzione durato anni e adesso il Tribunale Federale ci ha dato questa notizia,
respingendo il ricorso e dando finalmente il via libera a un’importante
comunità contrattuale”, spiega Fonio. Il CCL, è bene ricordare, è già in
essere. E in due anni e mezzo “qualche irregolarità è emersa e ciò è stato reso
possibile dai lavori di verifica e controllo che la commissione paritetica
svolge. Bisogna però dire che il settore ha reagito bene, adattandosi al contratto
collettivo. Ha saputo applicare anche le regole e credo che i risultati oggi siano
positivi”.
Contrastare la fuga di cervelli
Secondo Fonio, il CCL nel settore è uno strumento utile
anche per contrastare la fuga di cervelli dal nostro cantone. “Quando abbiamo iniziato
le discussioni sul contratto collettivo, gli architetti venivano assunti in
Ticino con salari da 2’000-2'500-3’000 franchi, o come stagisti per mesi, se
non anni”, prosegue il sindacalista. Oggi con il CCL “sono stati inseriti dei salari
minimi che rendono la professione sicuramente più attrattiva di quanto fosse
prima. Come parti siamo quindi riusciti a dare una risposta a un’emergenza”.

