Sanità
Il Consiglio di Stato invita a dire di “no” all’EFAS
Redazione
25.10.2024 09:51

Foto: ©Gabriele Putzu
L’Esecutivo condivide gli obiettivi generali della riforma, che ritiene tuttavia "inadeguata e persino controproducente" per il nostro cantone.
In vista della votazione federale del 24 novembre
2024, il Consiglio di Stato desidera prendere posizione invitando la
popolazione ticinese a respingere il progetto di finanziamento uniforme delle
prestazioni nel settore sanitario (EFAS). Il Governo condivide gli obiettivi
generali della riforma, che tuttavia “risulta inadeguata e persino
controproducente per il nostro cantone, con un importante aggravio a carico
delle finanze pubbliche”, si legge in una nota dell’Esecutivo.
"Difficile un impatto positivo sui premi"
L’introduzione della riforma EFAS porterebbe con sé
un cambiamento fondamentale nel concetto di finanziamento del sistema sanitario
svizzero. L’obiettivo di tale cambiamento è di eliminare gli incentivi a
fornire le prestazioni in regime stazionario, favorendo le cure ambulatoriali e
promuovendo così un contenimento dei costi della salute. Da un punto di vista puramente
finanziario, per il Ticino questa riforma "comporterebbe però un importante
aggravio per le finanze cantonali, stimato dalla Confederazione sulla base dei
dati del 2019 in circa 60 milioni di franchi l’anno, destinati a lievitare. Ben
difficilmente questa maggior partecipazione cantonale alla spesa sanitaria si
ripercuoterà in termini positivi sui premi di cassa malati".
Le criticità evidenziate
Un altro punto debole della riforma è che i Cantoni
– malgrado siano chiamati a contribuire finanziariamente anche alle prestazioni
ambulatoriali – "non otterranno il diritto di controllare le fatture emesse
dagli operatori del settore, che resterà di competenza degli assicuratori
malattia". Il nuovo sistema, pertanto, "renderà difficile per i Cantoni
verificare e legittimare l’utilizzo delle loro risorse fiscali, mentre il
principio della riforma potrebbe essere meglio raggiunto attraverso
l’adeguamento dell'Ordinanza sulle prestazioni (OPre) e l’implementazione di
opportune verifiche". Alla luce di queste considerazioni, il Consiglio di
Stato non ritiene che questa revisione legislativa – probabilmente la più ampia
dall’introduzione della LAMal – possa contribuire in maniera significativa al
miglioramento del sistema sanitario e della sua sostenibilità finanziaria, né
sia di particolare interesse per il nostro Cantone – che risulterebbe tra i più
toccati in termini di aggravio finanziario. Il Governo ticinese "invita quindi
la propria cittadinanza a votare 'no', in occasione della votazione federale del
24 novembre".

