Abusi nel Luganese
Il DECS incontra i genitori
Filippo Suessli, Teleticino
21.09.2022 18:37

La prossima settimana le autorità scolastiche cantonali incontreranno i genitori della scuola media del luganese il cui direttore è stato incarcerato per abusi. Sarà loro spiegato il prosieguo dell’anno scolastico e quale sostegno riceveranno alunni e collaboratori. Intanto la politica inonda il governo di domande.
Aumenta
ancora la pressione legata al caso che sta scuotendo la scuola ticinese: il
direttore di una scuola media del luganese arrestato per presunti atti sessuali
con due allieve delle medie. Da un lato vi è la scuola: che senza direttore è
al momento nelle mani della vicedirettrice e di due collaboratori di direzione.
E non sono poche le domande dei genitori sul prosieguo di un anno scolastico
che è appena cominciato. E in questo senso, ci ha confermato il Dipartimento
dell’educazione, della cultura e dello sport, entro fine settembre l’Ufficio
dell’insegnamento medio svolgerà una serata per informare i genitori. Non si
parlerà di ciò che riguarda l’inchiesta penale, ma i quesiti sul tavolo restano
molti.
Le domande principali
Cosa
accadrà a livello organizzativo nella sede del luganese fino alla fine
dell’anno scolastico? Ma anche, e forse soprattutto: quale supporto sarà
fornito agli allievi per affrontare questo scioccante evento? Come saranno aiutati i colleghi del direttore,
comprensibilmente toccati da un caso tanto drammatico e doloroso? E ancora:
tutti gli allievi comprendono allo stesso modo ciò che è successo? Come spiegare loro ciò che viene pubblicato e
verrà pubblicato in futuro sulla stampa?
Strumenti e informazioni fondamentali
Le autorità
cantonali e scolastiche vogliono insomma fornire anche ai genitori gli
strumenti e le informazioni necessarie per limitare al massimo i danni
collaterali di questa vicenda. In un altro campo, invece, è la politica ad aver
preso l’iniziativa in questa storia. Sono già tre le interpellanze sottoposte
al Consiglio di Stato. Dopo quella di ieri dell’Mps, oggi ne sono arrivate
altre due: una dei deputati Sabrina Aldi della Lega e Fiorenzo Dadò de Il Centro,
l’altra di alcuni liberali, capitanati da Cristina Maderni. Il tema è sempre
quello: quel lavoro di diploma del docente in questione, che ha portato in
classe un approfondimento sul sesso nell’epoca classica, doveva suonare quale
campanello di allarme? Il granconsigliere Fiorenzo Dadò è convinto di sì
“Bastava un po’ d’attenzione per rendersi conto che qualcosa non andava”
“Basta
leggere questo documento che si trova pubblicato in internet per rendersi conto
che evidentemente c’era qualcosa che non quadrava” sostiene Dadò, precisando
che parlare “di orge, di pornografia e di kamasutra” con dei ragazzi di 13 anni
all’insaputa dei genitori “è una situazione che penso che chiunque con un
attimo di attenzione e un po’ di cognizione di causa si accorga che ci sia
qualcosa che non funziona”. A questi discorsi “fuori luogo” va aggiunta una
chat privata creata dal docente in cui gli allievi potevano esprimere
considerazioni personali sui temi sopraesposti. Per il granconsigliere in ogni caso “la
gravità sta che questo è un lavoro di diploma dove c’è una persona incaricata per
vegliare e non si capisce come questa persona possa aver dato l’okay a un
lavoro di questo genere”. Gli elementi che avrebbero permesso di rendersi conto
che questa persona “doveva avere dei problemi” c’erano tutti, “quindi non solo
non era da promuovere come direttore, ma probabilmente non era neanche da assumere
come docente”, conclude Dadò.
L’allarme del MPS-POP-Indipendenti
Il
movimento per il socialismo, sulla stessa linea, interroga il governo sulla nomina
del direttore, ma lancia anche un allarme.
“Sappiamo che le
condizioni di lavoro di questi funzionari dirigenti sono particolarmente
difficili, le responsabilità sono elevate e gli spazi di autonomia decisamente
ristretti. Queste difficoltà sembrano tradursi in una scarsa attenzione nella
selezione dei candidati e delle candidate che vengono spesso scelti per le loro
capacità amministrative e la loro diligenza nei confronti della linea del
Dipartimento e non tanto per le loro reali capacità di gestione di una scuola
media. Senza dimenticare che spesso la scelta cade sull’unico candidato.”
“Bisogna capire cosa è stato implementato a livello di Dipartimento"
Infine, la
granconsigliera liberale radicale Cristina Maderni si interroga sulla questione
della prevenzione, chiede se venga fatto abbastanza. “Quello che noi ci siamo
chiesti dopo questo fatto che ha scioccato tutti è capire che cosa è stato
implementato a livello di Dipartimento per prevenire queste situazioni e per
conpmprendele e intervenire per tempo”, spiega Maderni, precisando che le loro
domande vanno in particolar modo in quella direzione “per capire cosa si è
fatto - se si è già fatto – per la prevenzione e cosa invece non si è ancora fatto
e che assolutamente va fatto perché questi atti decisamente vanno fermati prima”.

