Lugano
Il futuro di Villa Heleneum è incerto, tre le ipotesi
Redazione
15.01.2025 08:01

Foto: ©Chiara Zocchetti
Con la fine della mostra "Arcadia" il 12 gennaio, anche la fondazione Bally ha cessato di esistere. Ora spetta alla città di Lugano decidere del futuro della villa Heleneum.
Era il 12
novembre 2022 quando la Fondazione Bally celebrava il suo arrivo a Villa
Heleneum. Oggi, a soli due anni di distanza, si prepara a lasciarla. Con la
chiusura della mostra Arcadia il 12 gennaio, cala il sipario su uno dei legami
più significativi tra arte, cultura e la città di Lugano. La fondazione aveva
costruito il suo programma valorizzando la storia e le leggende del territorio.
Mostre, incontri e spettacoli, frutto della collaborazione tra artisti
affermati ed emergenti, hanno animato il luogo per anni. Ora, però, tutto
questo giunge al termine. “Chiaramente non ci fa piacere perché con la Fondazione Bally si era
portata una visibilità internazionale per la città", commenta il vicesindaco Roberto Badaracco. "Avevano dato un lustro
incredibile. Se n’era parlato in tutto il mondo. C’erano diversi giornalisti
stranieri venuti qua e il loro progetto culturale era molto bello”.
Dalla cessione della ditta madre alla chiusura
In realtà,
il contratto d’affitto con la città prevedeva una scadenza nel 2026, ma grazie
a una clausola, la Fondazione ha deciso di chiudere anticipatamente e
restituirà la Villa entro fine febbraio. Segnali di questa decisione, però,
erano già nell’aria: “C’è stata la cessione della ditta madre della Bally
agli americani e ci siamo chiesto cosa sarebbe successo", ricorda Badaracco. "Si parlava di licenziamenti
a Caslano e ci siamo fatti qualche pensiero. La svolta è avvenuta quando
c’è stato il cambio di CEO e un cambiamento di strategia. Abbiamo incontrato il nuovo CEO che ci ha
detto che dovevano risparmiare e quindi anche la fondazione non avrebbe
ricevuto i fondi necessari per proseguire l’attività. L’idea finale è stata la
chiusura”, afferma Roberto Badaracco.
Tre vie per il futuro
Per Lugano,
il progetto Bally era un valore aggiunto, sia culturalmente che in termini di
visibilità internazionale, senza dimenticare i benefici economici. Ora si aprono nuovi scenari e il Municipio dovrà fare delle valutazioni: “Il Municipio
deve valutare come proseguire. Può farlo in tre maniere. La prima è quella di
valutare tutte le richieste e assegnare a qualcuno la villa. La seconda è
quella di fare un concorso per conoscere i vari progetti e valutare quello più
valido. La terza ipotesi, e spero non si realizzi, è la vendita, vista la
situazione non ottimale della città”, sottolinea il vicesindaco di Lugano.
La speranza è che il progetto continui
Il Municipio
dovrà quindi decidere il futuro di Villa Heleneum. Le opzioni sono molte ma,
almeno per Badaracco, le speranze sono chiare: “La mia speranza è che la tradizione di questa villa venga proseguita, perché dura da oltre 100
anni. Spero si possa trovare un progetto culturale forte che possa dare seguito
a tutto ciò che c’è stato nei decenni precedenti e con la Fondazione Bally, in
modo di dare un valore culturale, sociale e economico alla città”, conclude Roberto
Badaracco.

