Ticino
Il Governo conferma l’impegno a favore dei servizi ospedalieri nelle zone periferiche
Redazione
21.09.2023 10:43

Foto: ©Fiorenzo Maffi
Presentata nel 2017, l’iniziativa popolare “per cure mediche e ospedaliere di prossimità” chiede di assicurare su tutto il territorio cantonale cure di base eque, segnatamente attraverso la conferma di reparti per pazienti degenti e di servizi ambulatoriali negli ospedali di Faido e Acquarossa.
Il Consiglio di
Stato nella sua seduta settimanale ha approvato il rapporto sull’iniziativa
popolare denominata “per cure mediche e ospedaliere di prossimità”, con cui
propone di precisare nella legge sull’Ente ospedaliero cantonale (EOC)
l’offerta sanitaria da garantire anche in futuro negli ospedali di zona.
Di cosa si tratta
Presentata nel 2017
con oltre 14'000 firme valide, l’iniziativa popolare “per cure mediche e
ospedaliere di prossimità” chiede di assicurare su tutto il territorio
cantonale cure di base eque, segnatamente attraverso la conferma di reparti per
pazienti degenti e di servizi ambulatoriali negli ospedali di Faido e
Acquarossa dell’Ente ospedaliero cantonale (EOC). Gli approfondimenti
svolti tra i promotori dell’iniziativa sono sfociati in una proposta di
revisione della legge sull’EOC che è stata fatta propria dal Consiglio di Stato
nel Messaggio licenziato ieri.
Cosa significa
Questa soluzione
codifica sul piano legislativo il mantenimento negli ospedali di Faido e
Acquarossa di un reparto di medicina interna generale e di un reparto acuto a
minore intensità o di riabilitazione, la presenza di un servizio di Primo
Soccorso aperto 7 giorni su 7 gestito in maniera complementare a quelli della
rete sanitaria sul territorio, l’accoglienza 24 ore su 24 a tutte le persone
che dovessero presentarsi nei due ospedali con un problema di salute,
l’organizzazione di cure ambulatoriali specialistiche a cadenza periodica,
l’impegno formativo nell’ambito della medicina interna generale, nonché la
presenza in sede di un medico responsabile.
Accoglienza e presa a carico
Le condizioni di
accoglienza e di presa a carico restano concretamente quelle in uso prima della
pandemia e ripristinate successivamente, in particolare con personale dedicato
al centro di Primo Soccorso durante il giorno e disponibile nei reparti la sera
e la notte. Le modifiche legislative proposte permettono di meglio chiarire
queste modalità d’esercizio, nell’interesse della sicurezza dei pazienti e dei
curanti. Ritenendo che la proposta formulata recepisca gli intendimenti
dell’iniziativa, il primo firmatario, d’intesa con la maggioranza dei
proponenti, ha dichiarato la sua disponibilità a ritirarla, qualora la
revisione legislativa venisse accolta dal Gran Consiglio.
I passi da compiere
Per poter
continuare ad offrire questi servizi, ad Acquarossa è necessario procedere alla
sostituzione del vetusto ospedale. Già da tempo, la soluzione più adeguata è
ritenuta quella di realizzare un nuovo polo sociosanitario promosso dalla
Fondazione La Quercia, che gestisce l’adiacente casa per anziani, su un terreno
di sua proprietà. Lo studio di fattibilità allestito e gli approfondimenti
svolti prevedono una spesa massima di investimento di 47 milioni di franchi, di
cui 31 milioni per la parte edile e i lavori esterni. Su tale base, il
Consiglio di Stato ha concesso alla Fondazione La Quercia un contributo
finanziario di 450'000 franchi per l’esecuzione di un concorso di progettazione
che permetta poi anche di valutare su basi più solide l’entità della spesa e la
partecipazione finanziaria degli enti interessati.

