Ticino
Il Governo si è insediato
Laura Milani
06.04.2023 11:00

Foto: ©Gabriele Putzu
I consiglieri di Stato Norman Gobbi, Claudio Zali, Christian Vitta, Raffaele De Rosa e Marina Carobbio sono stati accolti in prima fila nella sala del Gran Consiglio e hanno dichiarato fedeltà alla Costituzione e alle leggi in ordine di anzianità di carica.
Che sia la quarta o la prima a cui
si prende parte, la cerimonia d’insediamento per tutti e cinque i consiglieri
di Stato eletti è sempre un momento solenne ed emozionante. “Una festa”, come è
stata descritta dal presidente del Tribunale d’appello Damiano Bozzini, prima
di dare il via a une legislatura che, tra manovra di risanamento, pensioni
statali, crisi idrica e costi della salute si preannuncia sin d’ora impegnativa
e in salita.
La cerimonia
I consiglieri di Stato Norman Gobbi,
Claudio Zali, Christian Vitta, Raffaele De Rosa e Marina Carobbio sono stati
accolti in prima fila nella sala del Gran Consiglio, attorniati da familiari,
amici, delegazioni municipali e colleghi di partito. La cerimonia è stata
aperta con le congratulazioni di Bozzini, seguite dalla dichiarazione di
fedeltà alla Costituzione e alle leggi da parte dei “ministri” in ordine di
anzianità di carica. “La cerimonia odierna è un momento istituzionale formale
ma anche un evento in cui tutto il Ticino si congratula con i consiglieri di
Stato”, ha detto Bozzini prima di sottolineare la grande responsabilità
conferita dalla carica.
Il ruolo dei politici
“Nell’alto di questa sala
troneggiano i busti di alcuni dei padri della nostra patria. È anche grazie a
loro se oggi siamo qui a celebrare la democrazia”, ha aggiunto Bozzini. “Tra di
loro anche Stefano Franscini, il più alto uomo di Stato che ha avuto l’onore di
avere il Ticino. In lui si è vista la responsabilità del politico, il suo
obiettivo supremo del perseguimento del bene comune”. In questo senso la
giustizia va sì intesa come tutela dei diritti dell’individuo “ma anche come
giustizia sociale, la cui garanzia è oggi nelle mani del Governo. A lui la
responsabilità di garantire i diritti anche ai più vulnerabili, l’eliminazione
degli svantaggi sociali e della discriminazione, l’uguaglianza di genere”. I
diritti nel nostro paese “sembravano aver raggiunto un alto livello, ma alcuni
fenomeni contingenti ci dicono che non tutto è scontato alla luce della
globalizzazione, dei flussi migratori e dei conflitti. Non meno pressante è
l’accesso al mercato del lavoro. I giovani si allontanano dalle istituzioni,
sono preoccupati per il clima e per il loro futuro”. “Sarete voi”, ha detto
rivolto agli eletti, “a governare su tutti loro quali garanti della giustizia
del nostro paese”.
L’ordine del giorno
Seguirà a breve la prima seduta di
Governo nel corso della quale sarà discussa la ripartizione dei Dipartimenti.
Le voci su un possibile arrocco tra Raffaele De Rosa e Marina Carobbio si fanno
sempre più insistenti. All’ordine del giorno è previsto anche un altro tema
caldo: la possibilità di indire delle elezioni suppletive per il Consiglio agli
Stati dopo l’elezione di Carobbio. Tuttavia, fino a domenica, a parte Manuele
Bertoli nessuno degli altri “ministri” sembrava voler andare in questa
direzione.

