Politica
Il Gran Consiglio si spacca sui migranti
Redazione
08.11.2022 06:46

Foto: ©Chiara Zocchetti
Si è concluso in parità il voto sul rapporto di minoranza che chiedeva di migliorare le condizioni di vita dei richiedenti l’asilo. Il dibattito, partito da una petizione di tre anni fa, tornerà sui banchi del parlamento nella prossima sessione.
Bisognerà rifare il dibattito sulla petizione del 2019
presentata da diversi cittadini e 12 associazioni che chiedeva di migliorare le
condizioni di vita per richiedenti l'asilo. Il Gran Consiglio si è infatti
spaccato a metà sul tema discusso ieri in aula. I contrari sembravano dover
avere la meglio, ma il loro rapporto, - quello di maggioranza redatto da Andrea
Censi (Lega) che chiedeva di non entrare nel merito delle richieste e rinviare
tutto al Consiglio di Stato - è stato bocciato. E il voto sul rapporto di
minoranza, sostenuto dai partiti di sinistra e dal PLR, è finito in perfetta
parità. E in questi casi il tema deve essere ridiscusso durante la prossima
sessione parlamentare.
"Sostenere il rapporto di minoranza è un atto politico forte"
La petizione, ricordiamo, avanzava diverse richieste per
migliorare le condizioni dei richiedenti l’asilo, tra cui la chiusura del
bunker di Camorino, che ha chiuso definitivamente i battenti lo scorso maggio.
Stando ai deputati favorevoli le condizioni dei migranti degli scorsi mesi
erano “inaccettabili” per un paese coma la Svizzera, ha sottolineato Carlo
Lepori, relatore del rapporto di minoranza, il quale ha chiesto al Governo di
seguire le raccomandazioni esposte nella petizione. Anche la deputata Roberta
Passardi (PLR) ha denunciato la situazione di sovraffollamento e il mancato
rispetto dei diritti dei fanciulli. “I profughi sono uguali per ogni conflitto,
che sia vicino o dall’altra parte del mondo. Non ci sono rifugiati di serie A o
B. Sostenere il rapporto di minoranza è un atto politico forte”.
"Non è un tema di nostra competenza"
Contrari i partiti di destra e il centro. “Ho sentito dire
di tutto e di più”, ha esordito Sabrina Aldi, vice capogruppo Lega. “Sembra che
il popolo ticinese se ne frega dei richiedenti l'asilo, tollerando determinate
situazioni illegali. Con 12,5 milioni di disavanzo credo che la nostra
solidarietà la dimostriamo ampiamente”. Per il Centro invece il Gran Consiglio
non è abilitato per entrare in materia. “La competenza di rispondere alle
domande poste dalla petizione non è di competenza del Gran Consiglio”, ha
ricordato Sabrina Gendotti, sottolineando che non si tratta di un argomento di
comodo.
“Un tema sempre attuale”
Il direttore del Dipartimento Sanità e Socialità Raffaele De
Rosa, quando ha preso parola ha voluto commentare uno a uno i dieci punti della
petizione perché “sono tutti importanti e delicati”. Il consigliere di Stato ha
voluto spiegare come “il tema rappresenti una sfida importante perché i flussi
migratori sono di estrema attualità oggi e lo saranno anche nei prossimi anni”.
E proprio in merito al lavoro dal
Cantone in questo ambito De Rosa ha affermato che “nonostante si possa sempre migliorare,
mi piacerebbe che venisse riconosciuto quanto fatto dal Cantone negli ultimi
anni per migliorare la presa a carico delle persone più fragili, ad esempio i
minorenni non accompagnati”.

