Lugano
Il LAC si lancia nella nuova stagione, Badaracco: «Siamo riusciti a risparmiare senza toccare l'offerta»
Red.Online
10.06.2026 06:00

L'annata 2026/2027, dedicata all'in-civiltà, sarà ampia e variegata - Il presidente: «La proposta culturale è ancora di altissima qualità e propone molti spettacoli»
Tutto il teatro di Zagabria al gran completo – in un ensemble di oltre
sessanta danzatori che porteranno Petruška e l'Uccello di fuoco di Stravinsky –
e il musical «Chicago» dal West End di Londra. Sono solo alcune proposte del
menu molto variegato della stagione delle arti performative 2026/2027 del LAC
di Lugano. Stagione presentata ieri che spazia dal teatro alla danza, a nuovi
formati. Focus principale, l'inciviltà. «Volevo restituire un doppio
significato a questa parola», ci spiega il direttore artistico Carmelo Rifici. «Da
una parte abbiamo una storia cronologica
dell'avanzamento dell'uomo all'interno del mondo della legge». Ma dall'altra «viviamo in un mondo che definire “civile” in questo momento è
difficile, perché è regolato dalla forza e dalla brutalità, con guerre che sembrano
diventate la normalità. Ci siamo quindi assunti la responsabilità di prendere
parte a questo discorso, immaginando una serie di spettacoli e di produzioni
che possano portare a una grande discussione sui veri valori dell'uomo».
Il programma
Ci saranno ottantadue titoli, diciannove produzioni e coproduzioni, con
un'ampia presenza svizzera. Per citare alcuni nomi: Gassman, Finzi Pasca, la
commedia di Ale e Franz, la musica di Fiorella Mannoia, le testimonianze di
giornalisti e di tragedie. Ma come arriva il LAC a questa stagione? «Fa strano
dirlo ancora una volta, ma anche quest'anno abbiamo il miglior risultato di
sempre», commenta il presidente Roberto Badaracco. «Solo per
le stagioni artistiche all'interno della sala, raggiungiamo centomila spettatori: un numero
incredibile. Abbiamo un'occupazione
dell’80% delle sale e, soprattutto, vediamo un'affluenza maggiore dalla
Svizzera interna e dall'Italia».
La questione tagli
Il LAC, lo ricordiamo, ha dovuto
stringere la cinghia a seguito dei tagli emersi dal piano di risparmio della Città.
«Abbiamo dovuto risparmiare quasi 400mila franchi, non è stato un esercizio facile.
Siamo stati costretti a rivedere un po' tutta la macchina», prosegue Badaracco. «Siamo
riusciti a economizzare non toccando l'offerta culturale che, come si è visto in
questa stagione, è ancora di altissima qualità e propone molti spettacoli. Questo è un po' il nostro sforzo. Vedremo cosa accadrà in
futuro».

