Mendrisio
Il "maschile inclusivo" negli interventi del primo cittadino fa discutere
Redazione
07.05.2025 11:02

Foto: ©Chiara Zocchetti
In una lettera firmata dalle due municipali e da gran parte delle consiglieri comunali cittadine si parla di “declinazioni in un maschile che stridono con quanto ha fatto la Città verso la parità di genere”.
Il 5 maggio, il neoeletto presidente del Consiglio comunale
di Mendrisio Lucio Lorenzon (UDC), ha dichiarato nel suo discorso di
insediamento che per tutti i suoi interventi farà riferimento alla Guida al
linguaggio inclusivo di genere emanata dalla Confederazione che “per attuare il
pari trattamento linguistico” prevede, tra le altre cose, il maschile
inclusivo. Una decisione che ha provocato la reazione di diverse consigliere
comunali e delle due municipali cittadine, che in una missiva parlano di “declinazioni
in un maschile - sforzato - che stridono con quanto ha fatto e fa, non senza
fatica, la Città verso la parità di genere e con quanto in anni donne - e anche
uomini - di tutti i partiti politici hanno portato
avanti, anche nei consessi politici del Borgo”.
“Non una banale formalità, bensì un insulto”
Questo uso, si legge ancora nella lettera, “c’è da credere,
sarà anche portato negli interventi pubblici, i quali saranno quindi rivolti
solo a cittadini, signori, ragazzi e bambini”. Un uso “che non è una banale
formalità, ma un insulto a chi di sentirsi chiamare al maschile come accadeva
sempre in passato – e come in parte accade ancora oggi – non ne può più e non
vuole più”.
“Un passo indietro che non può lasciarci indifferenti”
“Siamo donne fiere di quanto fanno. Di certo, pur con il
miglior spirito di servizio con cui sediamo sui banchi del Legislativo e dell’Esecutivo
comunale, continueremo a difendere e rivendicare con forza la declinazione al
femminile”, viene scritto. Perché “non ci sentiamo certo dei signori
consiglieri comunali o dei municipali, ma delle donne che lavorano al servizio
della comunità e che continueranno a farlo anche per difendere con forza quanto
fino a oggi ottenuto”. Quelle parole del maschile inclusivo “sono state
percepite da tutte noi come un enorme e pesante passo indietro che non può
lasciarci indifferenti e che non sarebbe nemmeno giusto sottacere”.

