Il caso
“Il mondo veterinario in Ticino è davvero una giungla?”, scatta l’interrogazione
Redazione
22.12.2025 11:39

Foto: ©Chiara Zocchetti
Esponenti di varie aree politiche chiedono al Governo cantonale di fare chiarezza circa la situazione interna al settore. "Quali criteri sono necessari per aprire una clinica veterinaria"?
Continua a far discutere la nota stampa emanata negli scorsi
giorni dall’Ordine dei Veterinari del Canton Ticino, in cui il settore viene
descritto come una vera e propria “giungla”, caratterizzata dalla
proliferazione di denominazioni quali dottori, infermieri e perfino ospedali
veterinari, “in assenza di controlli e di criteri chiari”. A muoversi questa
volta è la politica, con un’interrogazione interpartitica che chiede al Consiglio
di Stato di fare chiarezza sulla situazione.
Il contesto
Secondo quanto denunciato dall’Ordine – ricordano gli
interroganti – in Ticino non esiste attualmente una regolamentazione specifica
né un controllo sistematico sulle denominazioni delle strutture, inclusa quella
di “ospedale veterinario”. Operatori e istituti possono definirsi
“specialisti”, “dottori” o “centri di riferimento”, “senza che vi siano
verifiche formali sui titoli effettivamente posseduti”. Anche diciture
sensibili come “pronto soccorso” o “cure intensive” “non risultano essere
oggetto di una definizione normativa precisa, con il rischio concreto di
indurre in errore i proprietari di animali e di esporli a prestazioni non
conformi agli standard attesi”. Sempre secondo l’Ordine, oggi sarebbe possibile
aprire una struttura denominata “ospedale veterinario” senza l’obbligo di
impiegare personale ausiliario qualificato.
Le domande
Si chiede quindi al Governo cantonale quali criteri sono
necessari per aprire una "clinica veterinaria", da quali regole è vincolata tale dicitura e se invece c’è libertà di denominazione. Gli interroganti
vogliono anche sapere quali criteri riguardo la struttura (classe delle sale
operatorie, gruppi di continuità/elettrogeni, temperatura controllata) e la
formazione del personale sono necessari per
definire una struttura “ospedale veterinario”, e quali requisiti di formazione
del personale servono per chiarire che un istituto è un “pronto soccorso
veterinario”. Non finisce qui: si domanda anche se esistono, oltre alle norme logistiche e igieniche, anche regole sul riconoscimento e l’utilizzo dei titoli di perfezionamento e, qualora questi non fossero riconosciuti, come mai possono venire utilizzati o pubblicizzati.
Di seguito gli altri quesiti posti:
Quali sono le norme che regolano i titoli del personale assunto dagli studi e dalle cliniche veterinarie?
Esistono disposizioni sul tipo di persona che deve essere presente in una struttura denominata “ospedale/clinica veterinaria”?
Quali controlli vengono effettuati per verificare i criteri e l’operatività delle cliniche, degli ospedali, dei pronto soccorso e delle cure intensive veterinarie?
Corrisponde al vero, come indica la nota dell’Ordine dei Veterinari, che i controlli sulle denominazioni di “dottore” o “specialista” sono stati aboliti anni fa?
La legge sanitaria è molto restrittiva rispetto alla pubblicità nel settore, veterinari inclusi. La pubblicità e/o le trasmissioni sponsorizzate aumentano (TV, Radio). Vengono effettuati controlli sulla veridicità della pubblicità via radio/tv e social media?
Corrisponde al vero che nel Locarnese vi sono state segnalazioni relative al malfunzionamento del picchetto? Nello specifico, le urgenze erano deviate direttamente a cliniche del Luganese? Se sì, a quando risalgono le segnalazioni e che cosa è stato fatto al riguardo?

