Stampa
Il nuovo papa al centro degli editoriali dei quotidiani ticinesi
Redazione
09.05.2025 07:07

Foto: Vatican Media Live
La nomina del Pontefice ha trovato ampio spazio sulle colonne dei giornali locali. Pelli: "Leone XIV ha subito dimostrato di voler contribuire a costruire un mondo migliore di quello attuale”. Antonini: "Sembra essere riuscito con naturalezza a conquistare l’affetto dei fedeli".
Il nuovo Pontefice Robert Francis Prevost, 69 anni, nominato ieri al
quarto scrutinio, ha impostato subito con parole precise il suo “programma”. “Fin dalle
prime sillabe pronunciate da Leone XIV, quel che ha impressionato tutti, non
solo i commentatori di lungo corso, è stata la sua fermezza. Nessuna battuta,
nessun fuori programma, nessuna simpatica titubanza è arrivata a strizzare
l’occhio ai fedeli e ai media”, sottolinea nel suo editoriale il direttore del
Corriere del Ticino Paride Pelli. Del suo primo discorso, inoltre, “tutti si ricorderanno
l’insistenza serena e ferma con cui ha pronunciato più volte la parola ‘pace’,
come se fosse la roccia a cui saldare il mondo, non solo cattolico, nei
prossimi anni”.
Cosa attende il nuovo papa
Per il nuovo papa i temi su cui chinarsi saranno molteplici. “Da quello in Medio Oriente, il più vicino
alla sensibilità cattolica, all’Ucraina, fino a quello totalizzante con una
globalizzazione multipolare su cui la Chiesa dovrà dare prova della sua
dottrina sociale”, prosegue Pelli. Leone XIV dovrà altresì affrontare, con il
proprio messaggio apostolico, “un’economia mondiale in fase di profonda
trasformazione, che sta creando profonde spaccature sociali, e una cultura
digitale spesso non conforme ai contenuti cristiani”. Il nuovo Pontefice “sarà
chiamato a essere un papa in qualche modo esemplare, dotato di fermezza e
allo stesso tempo di capacità di dialogo. Ieri, Leone XIV ha subito dimostrato
di volerlo essere e di voler contribuire a costruire un mondo migliore di
quello attuale”.
Antonini: "Un papa che si prefigge di costruire ponti"
Nel suo editoriale pubblicato sulle
colonne de laRegione, Roberto Antonini ha scelto di cominciare proprio dal
termine “pace”, il primo pronunciato dal nuovo Pontefice dalla Loggia delle
Benedizioni. “Ha ripetuto più volte quel
concetto, così calpestato oggi nel mondo e così vicino alla tradizione
agostiniana, a cui aderisce la congregazione a cui appartiene il neoeletto
Pontefice”. In generale, nel breve volgere di alcuni minuti, “Leone XIV sembra
essere riuscito con naturalezza a conquistare l’affetto dei fedeli. Da un
gesuita a un agostiniano, ma in una linea che i vaticanisti considerano di
chiara continuità: papa Prevost è uomo di papa Francesco”. Un Pontefice “che si prefigge di
costruire dei ponti, in una Chiesa che sulle riforme di Bergoglio si è spaccata”.
"Un uomo umile e istruito"
Prevost è statunitense sì, ma non trumpiano,
sottolinea Antonini. “Con il tycoon il contrasto non potrebbe essere maggiore,
per contenuti e ovviamente per stile: le interviste realizzate durante il
brevissimo cardinalato ci presentano un uomo molto riflessivo, umile, istruito,
che accetta il dubbio come registro dell’esistenza”. Nel suo account X “spiccano
un paio di dure critiche al presidente americano e soprattutto al suo vice J.D.
Vance di fede cattolica. Non è verosimilmente un caso che abbia deciso di
esprimersi in italiano e spagnolo, ma non in inglese, come a dire che gli Usa
non sono l’ombelico del mondo, che alla concentrazione e prevaricazione
politica ed economica non farà seguito un predominio spirituale”.

